Terme di Acqui, la Regione dice sì al fondo per le cure sanitarie
Approvato l'emendamento del consigliere Marco Proropapa che prevede un contributo straordinario di 250 mila euro per gli anni 2026, 2027 e 2028
TORINO – Nel corso del Consiglio regionale di questa mattina (giovedì 7) è stato approvato l’emendamento presentato dal consigliere della Lega Marco Protopapa «finalizzato a sostenere la riapertura e l’attivazione delle prestazioni idrotermali in convenzione con il Servizio sanitario presso le Terme di Acqui».
L’emendamento prevede un contributo straordinario pari a 250 mila euro per gli anni 2026, 2027 e 2028 a favore del Comune di Acqui Terme, «con l’obiettivo di favorire gli interventi necessari alla ripresa delle attività termali sanitarie ai sensi dell’articolo 36 della legge n. 833 del 1978».
«Ringrazio la maggioranza in Consiglio regionale – dichiara Protopapa – per il sostegno nella votazione in aula, così come desidero ringraziare il presidente Alberto Cirio e gli assessori Federico Riboldi, Enrico Bussalino e Andrea Tronzano che hanno permesso di accogliere un’istanza volta a garantire risorse da poter investire nelle immediate future attività termali in campo sanitario in attesa del vero e proprio rilancio delle Terme cittadine».
Settembre 2026 sembra sempre più lontano…
In questo momento l’obiettivo del Comune e della Regione è di raggiungere un accordo con Alessandro Pater, dal 2016 proprietario della gran parte delle strutture termali presenti in città, per l’affitto dei locali e degli impianti dello stabilimento curativo Nuove Terme, chiuso da dicembre scorso.
Le trattative, però, sembrano essersi fermate a un “punto morto”: il Comune avrebbe proposto un piano economico per il pagamento dell’affitto su base triennale, ma la proprietà vorrebbe garanzie per un arco temporale più ampio.
«Ovviamente – osserva Marco Protopapa – l’auspicio di tutti è che la proprietà cambi idea. A ogni modo con questa istanza, per cui ringrazio tutta la giunta regionale, abbiamo garantito alla città di Acqui le risorse da poter investire nelle immediate e future attività sanitarie in attesa del vero e proprio rilancio delle Terme».
Il provvedimento è stato appoggiato anche dai consiglieri di minoranza Domenico Ravetti (Pd) e Pasquale Coluccio (Movimento 5 Stelle), «a dimostrazione di come l’attenzione verso questo problema sia alta e condivisa. Si tratta, infatti, di una questione che non riguarda soltanto il territorio acquese ma l’intero Piemonte. Investire oggi sulle Terme di Acqui – sottolinea il consigliere della Lega – significa tutelare salute, economia territoriale e occupazione, valorizzando al tempo stesso una storica eccellenza piemontese»