Nuova fase per il turismo acquese: più permanenza e più stranieri
I dati forniti dall'Osservatorio turistico regionale attestano un aumento degli arrivi dall'estero e anche un aumento delle locazioni turistiche
ACQUI TERME – Secondo i dati forniti dall‘Osservatorio turistico regionale Acqui Terme sta vivendo una fase di trasformazione turistica sempre più evidente, che si inserisce nel più ampio trend di crescita del territorio del Monferrato.
Se è vero che tra il 2024 e il 2024 gli arrivi nella cittadina termale hanno fatto registrare una leggera flessione (da 26.405 a 25.544, ovvero -3,3%), è anche vero che il segnale positivo sta nella ritrovata capacità di trattenere i visitatori più a lungo. La permanenza media, infatti, sale a 2,42 giorni, confermando un turismo meno “mordi e fuggi” e più orientato alla scoperta del territorio.
Crescono inoltre le presenze straniere, che superano le 30.500 unità, a fronte di una maggiore debolezza del mercato italiano, che registra una flessione nelle presenze complessive. Parallelamente cambia anche l’offerta ricettiva: mentre le strutture tradizionali restano sostanzialmente stabili, aumenta in modo significativo il peso delle locazioni turistiche, passate in un anno da 70 a 85 unità. Un dato che riflette una domanda sempre più orientata a flessibilità e autonomia.
Crescita qualitativa
Nonostante i numeri complessivi evidenzino una lieve flessione negli arrivi, il quadro complessivo è di crescita “qualitativa”: più permanenza, maggiore incidenza del turismo estero e una capacità sempre più marcata di intercettare nuovi segmenti di viaggiatori. Acqui Terme, quindi, si conferma una destinazione in evoluzione, sempre meno legata a dinamiche tradizionali e sempre più inserita nei nuovi comportamenti di viaggio, dove contano l’esperienza, il territorio e la durata del soggiorno più che il semplice volume dei flussi.
«Questi ultimi due anni – commenta Rossana Benazzo, assessore al Marketing Territoriale e al Turismo – ci raccontano con chiarezza che Acqui Terme sta cambiando passo. Non è solo una questione di numeri: è un cambiamento più profondo, che riguarda il modo in cui la città viene vissuta e scelta dai visitatori. Anche quando gli arrivi restano sostanzialmente stabili o registrano piccole oscillazioni, quello che vediamo è un segnale molto positivo: le persone restano più a lungo e vivono Acqui Terme in maniera più completa. Questo per noi è un dato fondamentale, forse ancora più importante della crescita quantitativa. Un altro elemento importante è la crescita della componente internazionale».
Sempre più visitatori, infatti, arrivano dall’estero «e questo significa che Acqui Terme sta diventando una destinazione riconoscibile anche fuori dai confini nazionali. Acqui oggi non è più soltanto una meta termale, ma un luogo in cui si intrecciano enogastronomia, cultura, storia, arte e natura. È proprio questa combinazione a renderla attrattiva: qui il turista non trova una sola esperienza, ma un territorio intero da scoprire».
Così in Piemonte
Nel 2024 il Piemonte ha superato i 6,28 milioni di arrivi e i 16,89 milioni di presenze, con una crescita rispettivamente del +3,6% e +4,1%. Ma è nel 2025 che il sistema accelera ulteriormente, raggiungendo oltre 6,73 milioni di arrivi e 18,17 milioni di presenze, con incrementi ancora più marcati: +7,1% negli arrivi e +7,5% nei pernottamenti.
Un dato che si accompagna a una trasformazione ormai consolidata: il turismo internazionale rappresenta stabilmente il 53% delle presenze complessive, confermando il Piemonte come destinazione sempre più attrattiva sui mercati esteri.