Ex Pineta, frenata dal fondo straniero: primi scavi rinviati
Opere di sbancamento posticipate, per ora tutto fermo. Il Comune resta fiducioso «e in attesa di nuovi sviluppi»
ACQUI TERME – Si allungano più di quanto auspicato dall’amministrazione comunale le tempistiche del progetto di restyling dell’ex Hotel Pineta ad Acqui Terme.
A fine dicembre la Giunta del sindaco Danilo Rapetti aveva approvato il progetto per la mitigazione dei rischi idrogeologici in vista dello sbancamento di oltre 45 mila metri cubi di terra necessario per la costruzione della nuova Spa del benessere all’ex hotel di passeggiata Montestregone. L’ok dell’amministrazione comunale aveva dato un’ulteriore spinta all’opera di rilancio della struttura ricettiva, chiusa da diversi anni, per cui un fondo di investimenti internazionale israeliano, rappresentato sul territorio dall’architetto milanese Massimo Nova, ha presentato un progetto da oltre venti milioni di euro. La parte architettonica era già stata autorizzata da Palazzo Levi lo scorso anno, così come era giunta l’autorizzazione paesaggistica della Regione.
«Possibili alternative»
L’avvio dei lavori per le prime opere di sbancamento – possibili dopo la firma della convenzione finale tra il Comune e il proponente, il ritiro del permesso di costruire e il conseguente pagamento di almeno una quota degli oneri di urbanizzazione – era stato ipotizzato per le prime settimane di primavera, o al più tardi a inizio estate. Al momento, però, sembra che da parte del fondo internazionale ci sia stata un’inaspettata frenata.
«A quanto mi risulta – commenta il sindaco Danilo Rapetti – pare che il fondo proponente abbia deciso di rimandare di alcuni mesi, sembrerebbe anche a causa dei nuovi scenari bellici in Medio Oriente». Un rallentamento che, al netto di eventuali accelerate da parte del proponente, non scoraggia l’amministrazione comunale. «Non è detto – aggiunge Rapetti – che il progetto non possa eventualmente essere proposto ad altri soggetti potenzialmente interessati, ma spetterà all’architetto Nova muoversi in tal senso se ci saranno i presupposti. Come Comune non possiamo fare altro che rimanere fiduciosi in attesa di nuovi sviluppi».