Terme, l’appello dei sindacati: «Dalla Regione vogliamo soluzioni»
L'assemblea pubblica convocata da FilCams e UilTucs in piazza italia
Società
Alessandro Francini  
3 Aprile 2026
ore
15:21 Logo Newsguard
Acqui Terme

Terme, l’appello dei sindacati: «Dalla Regione vogliamo soluzioni»

Questa mattina in piazza Italia l'assemblea pubblica convocata da FilCams e UilTucs: "Più di un mese di silenzio sul destino dei dipendenti». Regione e Comune lavorano per apertura a settembre

ACQUI TERME – Questa mattina, venerdì 3, davanti al Grand Hotel di Acqui Terme si è svolta l’assemblea pubblica convocata dai sindacati FilCams Cgil e UilTucs.

Un incontro aperto alla cittadinanza per chiedere chiarezza sulle possibilità di riapertura dello stabilimento curativo Nuove Terme e garanzie sulla tutela occupazionale delle lavoratrici a tempo indeterminato e stagionali licenziate a inizio gennaio.

Un appello alla partecipazione, quello lanciato nei giorni scorsi da FilCams e UilTucs, a cui a onor del vero la città ha risposto in maniera abbastanza tiepida. Poche decine, infatti, i cittadini che si sono uniti alla manifestazione al di là dei dipendenti stessi e dei vari “addetti ai lavori” tra sindacalisti, rappresentanti politici e giornalisti.

“Cirio venga ad Acqui e incontri i dipendenti”

«Siamo qui oggi – hanno dichiarato le segretarie provinciali Silvia Tardito e Maura Settimo, di FilCams e UilTucs – perché abbiamo bisogno che la politica ci dica cosa intende fare per garantire la riapertura della stagione termale. Non vogliamo più sentire slogan, ma soluzioni concrete. Ci sono intere famiglie rimaste senza reddito. Da più di un mese la Regione non risponde ai nostri solleciti per la riapertura del tavolo delle trattative. L’ultimo incontro a Torino il 10 febbraio, poi il silenzio. Per noi esiste solo un piano: riaprire la stagione termale, e riaprirla subito. Per salvare la città ora non esistono alternative. Le Terme sono il futuro di questa città».

I sindacati chiedono al governatore del Piemonte Alberto Cirio «un incontro qui ad Acqui con tutte le lavoratrici, e che sia messo in agenda prima possibile. Le promesse sulle tutele occupazionali dei dipendenti non ci bastano più, vogliamo i fatti».

Un confronto che chiedono anche dall‘opposizione in Regione: «La questione termale avrebbe dovuto essere al centro della discussione in Consiglio regionale molto più di quanto non sia stato finora. Noi ci siamo detti disponibili alla collaborazione, ma finora la giunta Cirio non ci ha mai invitati a nessun tavolo operativo. Hanno voluto affrontare la questione Terme da soli, e questo è il risultato», ha dichiarato il consigliere regionale del Pd Domenico Ravetti, giunto ad Acqui insieme al consigliere Pasquale Coluccio del Movimento 5 Stelle e con l’onorevole Federico Fornaro.

Ha detto la sua anche il presidente di Act Consumatori Massimo Antonucci: «Questo non è un fallimento inevitabile, ma il risultato di scelte precise. Oggi ai cittadini e ai pazienti viene negato un diritto. Da parte della politica finora non c’è mai stata un’assunzione di responsabilità. Per questo motivo abbiamo proceduto alla querela nei confronti di Terme di Acqui per interruzione di pubblico servizio. Oggi noi chiediamo che venga garantita la riapertura dello stabilimento curativo».

Obiettivo: riapertura a settembre

In piazza Italia anche il consigliere regionale Marco Protopapa, che da gennaio si è fatto portavoce a Torino delle istanze di un’intera città. «Al momento abbiamo sul tavolo due opzioni, vincolate però alla volontà della proprietà: o Terme di Acqui decide di riaprire su propria iniziativa oppure, in caso contrario, che conceda l’affitto dei locali ad altri soggetti. La Regione – ha detto Protopapa – si è resa disponibile per l’affitto, ma Alessandro Pater deve dare il suo assenso e in caso presentare una propria richiesta economica».

L’obiettivo più plausibile a cui mirano Regione e Comune è la riapertura dello stabilimento curativo a settembre, per almeno tre-quattro mesi di attività fino alla stagione invernale, «ovviamente con la garanzia che le lavoratrici delle Terme siano tutte riassunte». Il 17 aprile sarà convocato un incontro a Torino tra Alberto Cirio, il Comune di Acqui e i rappresentanti di settore del tessuto economico acquese.

«La speranza – ha dichiarato il sindaco Danilo Rapetti – non è ancora finita per un’apertura entro quest’anno. Vi posso dire che nelle ultime 48 ore il dialogo con la proprietaria è ripreso in maniera costruttiva. Dieci giorni fa abbiamo chiesto a Pater se è disponibile a concedere in affitto i locali. Una risposta non è arrivata, ma non è arrivato neanche un no. Ci stiamo lavorando. Il tema oggi è il lavoro e la sanità. Se ci sarà l’intervento di un nuovo soggetto per la gestione sanitaria i diritti dei lavoratori saranno tutelati. Ne sapremo qualcosa in più fra pochi giorni, sicuramente entro la scadenza delle concessioni il prossimo 26 aprile».

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