Al via la mostra sugli scavi e la nascita del Museo Archeologico
Cultura & Spettacoli
Alessandro Francini  
26 Marzo 2026
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Acqui Terme

Al via la mostra sugli scavi e la nascita del Museo Archeologico

Memorie da Aquae Statiellae è l'esposizione che racconta le ricerche condotte ad Acqui Terme tra gli anni ’60 e il 1984

ACQUI TERME – Sabato 28 alle 15.30, al Civico Museo Archeologico di Acqui Terme si inaugura la mostra “Memorie da Aquae Statiellae – Gli scavi di Luigi Moro e il Civico Museo Archeologico”.

Attraverso fotografie, documenti e reperti l’esposizione – realizzata con la Soprintendenza Abapal – prende forma con un racconto inedito delle ricerche archeologiche condotte ad Acqui Terme tra gli anni ’60 e il 1984 sotto la guida di Luigi Moro, primo curatore del Civico Museo.

La mostra restituisce uno spaccato autentico di quegli anni, segnati da importanti scoperte e interventi nel tessuto urbano e nel territorio circostante: dagli scavi in via Gramsci, piazza Addolorata e Piazza Conciliazione, fino alle indagini più complesse come quelle dell’edificio templare in via Aureliano Galeazzo e la Casa del Vasaio di Via Cassino, oltre allo studio delle necropoli e della viabilità romana che collegava tutto il territorio acquese.

La mostra è inserita nel progetto Acqui Terme Romana con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Territori in Luce.

«Questa esposizione – commenta il sindaco Danilo Rapetti – rappresenta un momento fondamentale per rafforzare il valore identitario della nostra città, riscoprendo le radici profonde che continuano a definire la comunità acquese e il suo legame con la storia millenaria di Aquae Statiellae».

Un’occasione per tornare anche alle origini del Civico Museo di Acqui Terme, aperto ufficialmente nel 1971, «ma a cui il dottor Luigi Moro – spiega Germano Leporati, curatore del Sistema museale – iniziò a lavorare già diversi anni prima, raccogliendo e catalogando un’importante quantità di reperti. Questa mostra, che andrà avanti almeno fino a ottobre, vuole essere anche un modo per celebrare il riallestimento degli spazi del museo, opera che dovrebbe concludersi tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2027»

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