Export Alessandria-Asti: Alessandria cresce del 10,5%, Asti in calo
I dati della Camera di commercio Alessandria-Asti sul 2025: boom dell’export alessandrino trainato da gioielleria e metalli preziosi, mentre Asti registra una flessione del 2,8%. Attenzione anche al Medio Oriente, mercato in crescita ma ora esposto alle tensioni internazionali
ALESSANDRIA – Il Basso Piemonte corre a due velocità sul fronte dell’export. Nel 2025 la provincia di Alessandria registra una forte crescita delle vendite all’estero, mentre Asti segna una flessione legata alle dinamiche dei suoi principali comparti produttivi. È quanto emerge dall’analisi diffusa dalla Camera di commercio di Alessandria-Asti. Che fotografa l’andamento del commercio estero del territorio.
«L’escalation del conflitto in Medio Oriente, divampata appena dieci giorni fa, proietta un’ombra di incertezza sugli equilibri del commercio internazionale», commenta Gian Paolo Coscia, presidente della Camera di commercio Alessandria-Asti. Sottolineando come i dati attuali si riferiscano al 2025 e quindi precedano l’attuale fase di tensione geopolitica.
Alessandria traina l’export piemontese
Per Alessandria il 2025 segna una crescita del +10,5% rispetto al 2024, la migliore performance registrata in Piemonte. Il valore complessivo dell’export provinciale ha raggiunto 7,97 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 7,22 miliardi del 2024. Le importazioni si attestano invece a 4,64 miliardi, con un saldo commerciale positivo di oltre 3,3 miliardi di euro. A trainare le esportazioni è soprattutto il settore della gioielleria e delle pietre preziose lavorate. Che vale 2,3 miliardi di euro e rappresenta il 30% dell’export manifatturiero, con una crescita del 27% rispetto all’anno precedente.
Accanto alla gioielleria, crescono in modo significativo anche i metalli preziosi e non ferrosi, che registrano un aumento dell’84% rispetto al 2024. Buoni risultati anche per il comparto bevande, in crescita del 26%, mentre risultano in lieve calo prodotti chimici (-7,5%), pitture e vernici (-2%) e articoli in plastica (-5%).
Sul fronte dei mercati di destinazione, la Svizzera diventa il primo partner commerciale con una crescita straordinaria del +294%. Seguita da Francia, Germania e Irlanda, mentre gli Stati Uniti si collocano al quinto posto con 464 milioni di euro di export, in lieve diminuzione.
Medio Oriente mercato in crescita
Un dato significativo riguarda il Medio Oriente, che nel 2025 ha registrato una crescita complessiva del 29% dell’export alessandrino, raggiungendo 247 milioni di euro. I principali mercati dell’area sono Emirati Arabi Uniti (+25%), Israele (+4,4%), Qatar (+216%) e Arabia Saudita (+22%).
Questi dati però precedono l’attuale fase di tensione internazionale. «Ci troviamo di fronte a un conflitto regionale dalle immediate ripercussioni globali» ha spiegato Coscia. Invitando a mantenere massima attenzione sull’evoluzione dei mercati internazionali.
Asti in difficoltà nel 2025
Scenario diverso per la provincia di Asti, dove l’export nel 2025 si è fermato a 3,43 miliardi di euro. Con una flessione del 2,8% rispetto al 2024 e un calo del 7,8% rispetto al 2023. Il saldo della bilancia commerciale rimane comunque positivo con 1,83 miliardi di euro.
Tra i principali prodotti esportati figurano parti e accessori per autoveicoli, che però registrano una diminuzione del 19%. Mentre crescono le macchine di impiego generale (+25%). Le bevande, altro settore chiave per il territorio, mostrano invece una lieve flessione dell’1,4%.
Il primo mercato di destinazione delle merci astigiane resta il Brasile, con valori sostanzialmente stabili rispetto al 2024. Seguono Stati Uniti (-19%), Francia (+12%), Germania (-3%) e Messico (-29%), mentre spicca la crescita dell’Argentina (+47%). Anche per Asti si registra un incremento delle esportazioni verso il Medio Oriente, che nel 2025 crescono del 27%. Pur rappresentando ancora una quota marginale del commercio estero provinciale.