Franca Roso sul bilancio di previsione: “Non dà nessuna certezza”
Così la capogruppo di Forza Italia. "I numeri dicono che non c’è più spazio per politiche di sviluppo, investimenti e scelte realmente strategiche"
ACQUI TERME – «I numeri parlano chiaro: spesa corrente elevata, debito residuo al massimo consentito e un indice di rigidità strutturale che supera il 56%».
Franca Roso, consigliera di minoranza a Palazzo Levi, lancia l’allarme dopo la presentazione del bilancio di previsione da parte della giunta acquese in occasione dell’ultimo Consiglio comunale. «I numeri dicono che non c’è più spazio per politiche di sviluppo, investimenti autonomi e scelte realmente strategiche aldilà dei proclami di questa amministrazione», osserva la capogruppo di Forza Italia.
Il riferimento va anche al piano strategico sul termalismo elaborato dall’Università Bocconi su richiesta del Comune. «Gran parte della programmazione viene fatta facendo riferimento a un piano strategico sul termalismo che non è mai stato ufficialmente condiviso con il Consiglio Comunale. Nemmeno in Commissione Terme è stato possibile svolgere un vero confronto, avanzare proposte, costruire riflessioni comuni. Si leggono anticipazioni sui giornali e poi si prende atto di decisioni già maturate dalla maggioranza».
“C’è bisogno di certezze, non di favori personali”
Dalla capogruppo di Forza Italia critiche anche sulla scelta dell’amministrazione comunale di ricorrere alla rinegoziazione dei mutui per recuperare liquidità immediata. «È bene dirlo con chiarezza: questa operazione non riduce il debito, lo sposta semplicemente in avanti nel tempo, aumentando peraltro il costo complessivo degli interessi. È una manovra che migliora la cassa oggi, ma grava sulle future generazioni. Così il Comune rischia di non liberarsi mai realmente del proprio indebitamento».
Secondo Franca Roso dal bilancio emerge «una mancanza di una visione concreta e di una programmazione vera. Al di là delle belle parole e dei buoni propositi, la capacità reale di realizzare quanto annunciato è molto limitata. Non basta tappare le buche nelle strade o risolvere singoli problemi su richiesta per raccogliere voti alle prossime elezioni. I favori personali producono consenso immediato, ma non costruiscono futuro. Acqui ha bisogno di concretezze. Serve una strategia capace di far crescere la città economicamente, di farla conoscere anche fuori dai propri confini, di creare opportunità durature».