Trasparenza: Coldiretti Alessandria e il valore del vero Bio
Con il nuovo marchio del biologico italiano più chiarezza sull’origine dei prodotti, tutela degli agricoltori e un contributo concreto anche alla lotta allo spreco alimentare
ALESSANDRIA – Il nuovo marchio del biologico italiano rappresenta un passaggio strategico per rafforzare la fiducia dei consumatori e valorizzare il lavoro degli agricoltori. A sottolinearlo è Coldiretti Alessandria, all’indomani dell’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni sul decreto che disciplina l’uso del marchio. Definendone condizioni e modalità di applicazione.
Una novità che arriva in un contesto complesso, segnato da una crescita costante delle importazioni di prodotti biologici dall’estero. Aumentate nel 2024 del 7,1% rispetto all’anno precedente. Un dato che rende ancora più urgente distinguere in modo chiaro il vero biologico made in Italy da quello di provenienza straniera.
Un marchio per difendere la filiera italiana
Il marchio del biologico italiano, fortemente sostenuto da Coldiretti, segna un cambio di passo sia sul piano comunicativo sia su quello commerciale. Restituisce centralità all’agricoltore, riconoscendone il ruolo di protagonista e innovatore all’interno di una filiera che oggi conta 97 mila operatori . E che vede un campo su cinque coltivato con metodo biologico.
Per il territorio alessandrino, dove il biologico rappresenta una componente sempre più rilevante dell’agricoltura locale, il marchio diventa uno strumento chiave per difendere redditività, qualità e identità territoriale.
Mercati contadini e vendita diretta, il Bio cresce
Il protagonismo degli agricoltori emerge con forza anche dalla vendita diretta, in particolare nei mercati contadini di Campagna Amica. Secondo un’indagine Ismea-Coldiretti Bio, i prodotti biologici hanno raggiunto un valore annuo di 150 milioni di euro. Con margini di crescita ancora importanti.
Il biologico è presente in un farmers market su due e rappresenta quasi un terzo della spesa per frutta e verdura. Seguono pasta fresca, uova, formaggi, olio e miele. In molti casi, l’acquisto diretto dal produttore è ormai il principale canale di approvvigionamento, superando supermercati e negozi specializzati.
Biologico e lotta allo spreco alimentare
Il valore del biologico non è solo economico e ambientale, ma riguarda anche la riduzione dello spreco alimentare. Un’analisi Ispra evidenzia come nei sistemi convenzionali lo spreco arrivi al 50-60%. Mentre nei mercati locali degli agricoltori biologici si scende al 20-25%. Un risultato che rafforza il ruolo del biologico come modello virtuoso, capace di coniugare sostenibilità ambientale, filiere corte e responsabilità sociale.
“I numeri in costante aumento del biologico italiano – afferma Mauro Bianco, presidente di Coldiretti Alessandria – rendono il nostro modello agricolo tra i più sostenibili al mondo. In una fase difficile per le imprese agricole, il biologico è protagonista della transizione ecologica e del rilancio sostenibile dei territori. Il nuovo marchio, che abbiamo fortemente voluto, potrà coniugare sostenibilità e origine territoriale, rispondendo alle aspettative dei consumatori italiani ed esteri”.
Sulla stessa linea il direttore Roberto Bianco: “È fondamentale sostenere gli agricoltori che scelgono il biologico per affrontare le sfide del clima e dei mercati. Stiamo lavorando per costruire filiere solide e riconoscibili del biologico italiano, capaci di valorizzare la produzione nazionale sia all’estero sia nelle filiere corte. Il nuovo marchio sarà un’opportunità importante. E auspichiamo si accompagni a norme più semplici e a maggiori garanzie, soprattutto in un contesto di importazioni crescenti dai Paesi terzi”.