A26, vita dura fino all’estate. Poi speranza di qualche novità
Con il programma delle chiusure per la settimana
OVADA – Anche l’ultima è stata una settimana molto complicata sull’A26. Spostarsi tra Piemonte e Liguria è stato difficile a causa di incidenti che in alcuni momenti hanno reso davvero complessa la circolazione a cavallo delle due regioni. «La precarietà sull’A26 è diventata la norma». A scattare la fotografia attuale della più importante arteria di collegamento tra la provincia di Alessandria e Genova è stato qualche giorno fa Massimo Giacchetta, imprenditore pendolare che ogni giorno parte da Ovada per raggiungere la Liguria e ex presidente di CNA Liguria. Per anni, da guida di un’importante associazione di categoria, Giacchetta ha lanciato appelli per velocizzare la fase di transizione che si è aperta oramai sei anni fa.
Una battaglia perduta che ha ridisegnato le regole per un comparto produttivo molto ampio ogni giorno impegnato tra il basso Piemonte e la Liguria. «Questa – ha spiegato Giacchetta – non è più l’autostrada a tre corsie che abbiamo conosciuto per anni. Nella migliore delle ipotesi siamo a due, quando addirittura non una». L’alleggerimento progressivo dei cantieri annunciato all’inizio del 2025 si è concretizzato con l’accordo stilato da Regione Liguria e Aspi che ha portato alla disponibilità di almeno due corsie per ogni senso di marcia. I disagi non sono comparabili a quelli sperimentati tra il 2021 e il 2023, momento più duro dell’emergenza. Ma i problemi non sono scomparsi.
A dare i tempi è stato qualche settimana fa l’assessore Giacomo Giampedrone. «I lavori – ha spiegato intervenendo in consiglio regionale – andranno avanti per tutto il 2026. La nostra regione patisce una storica cronicità nelle infrastrutture. La Regione non ha competenza diretta, può solo farsi tramite delle esigenze dei suoi cittadini».
Programma dettagliato
Il programma per l’A26 ricalca quanto gli automobilisti hanno già sperimento di recente. Dalle 22 di lunedì 9 febbraio sarà chiuso il tratto in direzione sud compreso tra la Diramazione Predosa-Bettole e l’allacciamento con la A10 Genova-Savona. Per chi deve raggiungere la Liguria sarà a disposizione la A7. L’alternativa è il ricorso alla viabilità ordinaria attraverso la Provinciale 185 “Ovada – Alessandria” e la strada del Turchino in transito nella Valle Stura. Il provvedimento sarà in vigore fino alle 5 del giorno successivo.
La sera successiva chiuderà alle 22 il tratto compreso tra lo snodo dalla A10 fino al casello di Ovada. Per raggiungere il basso Piemonte da Genova gli automobilisti potranno deviare verso la A7 oppure utilizzare la strada del Turchino da Voltri verso Ovada, attraversando la Valle Stura.
Per mercoledì 11 febbraio è prevista la stessa limitazione indicata per lunedì 9 febbraio. Per giovedì 12 febbraio è prevista la stessa limitazione indicata per martedì 10 febbraio. Non sono al momento indicate limitazioni per i giorni successivi.