Terme, Act querela Pater. Sindacati: «La stagione deve ripartire»
Società
Alessandro Francini  
4 Febbraio 2026
ore
18:36 Logo Newsguard
Acqui Terme

Terme, Act querela Pater. Sindacati: «La stagione deve ripartire»

L'associazione del consumatori ha presentato un esposto in Procura. Questa mattina nuovo incontro di UilTucs e FilCams con l'assessore regionale al Lavoro

ACQUI TERME – Nella giornata di ieri tramite il proprio avvocato, Federico Mangini, il presidente di Act Consumatori, Massimo Antonucci, ha depositato alla Procura della Repubblica di Alessandria un atto di querela «per interruzione di servizio pubblico» nei confronti di Alessandro Pater, dal 2016 proprietario degli stabilimenti termali di Acqui Terme.

«Il licenziamento delle dipendenti delle Terme di Acqui – commenta il presidente di Act Consumatori – e la loro mancata sostituzione attestano, in maniera conclamata, la volontà di Alessandro Pater di tenere chiusi gli stabilimenti della società e negare ai malati le cure e il proprio diritto alla salute. La sua ingiustificata condotta, inoltre, viola la convenzione stipulata con l’Asl nell’offerta dei trattamenti sanitari termali. Per chi per anni ha sbeffeggiato la comunità acquese e i tanti pazienti che un tempo affollavano le strutture termali è arrivato il momento di essere messo davanti alle proprie responsabilità».

Nuovo incontro a Torino

Questo pomeriggio, intanto, si è svolta la conferenza stampa organizzata da Cgil e Uil a seguito dell’incontro convocato in mattinata a Torino con l’assessore regionale al Lavoro Elena Chiorino. Un tavolo tecnico nel corso del quale è stato tracciato un profilo dettagliato delle professionalità maturate dalle sette lavoratrici delle Terme di Acqui licenziate a inizio gennaio e delle altre circa quindici stagionali al fine di individuare le soluzioni occupazionali per ogni dipendente.

«È stato un incontro proficuo – ha dichiarato Maura Settimo, segretaria provinciale di UilTucs nel corso della conferenza stampa organizzata ad Alessandria da Uil e Cgil – che è servito a definire i margini di manovra per garantire, come promesso dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi, il reimpiego delle lavoratrici in ambito sanitario, sia quelle a tempo indeterminato che stagionali». I tempi stringono, anche perché gli ammortizzatori sociali di cui stanno godendo le circa quindici lavoratrici stagionali andranno a scadenza entro un paio di mesi.
Le trattative dei sindacati proseguono su due binari: «Da una parte la salvaguardia dei posti di lavoro, dall’altra la ripartenza della stagione di cure allo stabilimento di via XX Settembre con le stesse figure professionali che da anni prestano servizio ad Acqui Terme».

La speranza a cui si stanno aggrappando i dipendenti è quella di poter tornare a lavorare allo stabilimento Nuove Terme. «Ci sono persone con anzianità più che ventennali – commenta Stefano Isgrò di FilCams – e nella struttura sono solo due le figure che sono in grado di far funzionare la fanghiera. È chiaro, quindi, che stiamo parlando di risorse praticamente uniche in provincia».

“Dalla Regione servono soluzioni strutturali”

Per la riapertura dello stabilimento curativo sono ancora in corso le trattative tra i legali del Comune di Acqui e l’avvocato incaricato da Alessandro Pater, proprietario di quasi tutto il pacchetto di strutture termali presenti in città. «La nostra speranza – aggiunge Isgrò – è che le cure possano ripartire entro il mese di aprile, come avvenuto negli ultimi, ma più passa il tempo è più questo scenario si fa complicato».

Per Claudio Bonzani e Mirko Oliaro, segretari provinciali di Uil e Cgil, soprattutto da parte della Regione occorre trovare «soluzioni strutturali per riaprire lo stabilimento curativo, ma anche per garantire un futuro all’indotto di Acqui Terme. A livello regionale va ridiscusso l’intero settore termale piemontese».

Martedì 10 febbraio è in programma un nuovo tavolo di confronto in Regione.

 

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