Il sommerso colpisce oltre 57mila imprese artigiane piemontesi
Economia
3 Febbraio 2026
ore
16:17 Logo Newsguard
Confartigianato

Il sommerso colpisce oltre 57mila imprese artigiane piemontesi

In Piemonte oltre 57mila imprese artigiane, pari a più della metà del totale, subiscono gli effetti della concorrenza sleale e del lavoro sommerso. I dati emergono dal 20° Rapporto Galassia di Confartigianato Imprese: edilizia, benessere e riparazioni tra i settori più colpiti

TORINO – Il lavoro sommerso continua a rappresentare una delle principali minacce per l’artigianato piemontese. Secondo il 20° Rapporto Galassia di Confartigianato Imprese, in Piemonte sono 57.211 le imprese artigiane, pari al 50,3% del totale, che affrontano quotidianamente pressioni derivanti da pratiche commerciali scorrette. Un fenomeno che interessa in modo trasversale numerosi mestieri, dal muratore al parrucchiere, dall’elettricista al meccanico. Tutti accomunati dalla presenza di operatori irregolari che sfuggono a norme, tasse, costi e responsabilità, alterando il mercato.

Nel dettaglio, il rapporto evidenzia come i settori maggiormente esposti siano quelli a più alta intensità di lavoro e di prossimità con il cittadino. In testa c’è l’edilizia, con 17.140 imprese sotto pressione a causa della concorrenza sleale.

Seguono acconciatura ed estetica con 10.478 imprese, manutenzione e riparazione di autoveicoli (6.242), elettricisti (5.420), pittori edili (5.188) e idraulici (5.111). Colpiti anche i settori della riparazione di beni ed elettrodomestici (2.465), taxi (2.234), manutenzione del verde (1.896), oltre ad attività come fotografi, videoperatori e traslocatori.

In tutti questi ambiti, la presenza di operatori sommersi genera una pressione costante sui prezzi e mette in difficoltà chi opera nel rispetto delle regole.

La mappa provinciale del fenomeno

A livello territoriale, la provincia più colpita è Torino, con 30.963 imprese artigiane sotto pressione per concorrenza sleale, pari al 52,1% del totale. Seguono Cuneo con 8.015 imprese (46,9%), Alessandria con 4.962 imprese (49,9%), Novara con 3.960 (45,6%), Asti con 2.952 (49,4%), Biella con 2.287 (51,1%), Vercelli con 2.185 (51,4%) e il Verbano Cusio Ossola con 1.867 imprese (47,3%).

Numeri che restituiscono una fotografia chiara: il sommerso è diffuso in modo capillare e incide in maniera significativa sull’economia locale.

Un’economia sommersa da oltre 217 miliardi

Il Rapporto Galassia stima in 217,5 miliardi di euro, pari al 10,2% del Pil, il valore complessivo dell’economia sommersa in Italia. Di questi, 77,2 miliardi derivano dal lavoro irregolare, che da solo pesa per il 3,6% del Pil.

Il fenomeno è in crescita: in un solo anno il sommerso è aumentato del 7,5%, trainato da un +11,3% del lavoro irregolare. Nei servizi, che comprendono benessere, cura della persona e attività creative, il tasso di irregolarità raggiunge il 13,1%, mentre nelle costruzioni si attesta al 10,3%.

A livello nazionale sono 588.150 le imprese artigiane attive nei settori più esposti alla concorrenza sleale.

La denuncia di Confartigianato Piemonte

“La concorrenza sleale non è una scorciatoia innocua, è una distorsione sistemica che soffoca chi lavora onestamente”, dichiara Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte. “A pagare il prezzo più alto – sottolinea – sono le imprese regolari, ma anche i cittadini. Esposti a lavori non sicuri, senza garanzie e senza alcuna tracciabilità. Per questo servono azioni concrete e coordinate, controlli mirati e strumenti rapidi di segnalazione”.

Felici pone l’accento in particolare sul settore del benessere, dove l’abusivismo non è solo un problema economico ma anche di salute e sicurezza .“Estetica e acconciatura richiedono competenze, formazione continua e il rispetto di protocolli precisi. La sensazione – conclude – è che spesso si preferisca colpire chi è tracciato e rispetta le regole, perché è più facile, invece di contrastare il sommerso. Chi opera fuori dalle regole mette a rischio i clienti e scredita interi settori fatti di professionalità e investimenti”.

Articoli correlati
Stretta creditizia, Confartigianato Piemonte: “Le piccole imprese in difficoltà. Artigiancassa leva decisiva”
Economia
L'analisi
Adelio Ferrari: "Tassi elevati e accesso al credito sempre più complesso frenano l’artigianato. La nuova Artigiancassa può diventare uno strumento concreto a sostegno delle micro e piccole imprese piemontesi"
19 Gennaio 2026
ore
17:27
TORINO - Le imprese del Piemonte soffrono sempre di più il peso del credito, in un contesto che mett...
Leggi di piú
Leggi l'ultima edizione