Cirio su Terme: «Costituiremo società in partnership con privati»
Politica
Alessandro Francini  
16 Gennaio 2026
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19:29 Logo Newsguard
Acqui Terme

Cirio su Terme: «Costituiremo società in partnership con privati»

Il presidente della Regione ad Acqui dopo i licenziamenti allo stabilimento curativo: «Rimedieremo agli errori del passato: la Regione avrà un ruolo di controllo e indirizzo»

ACQUI TERME – Nell’incontro convocato questo pomeriggio (venerdì 16) in Comune ad Acqui Terme il governatore del Piemonte Alberto Cirio ha espresso con chiarezza quelle che sono le intenzioni della Regione in merito alla questione termale. «Siamo pronti a rientrare nella governance del termalismo acquese con la costituzione di una società mista tra pubblico e privato».

C’erano davvero tutti nella sala del consiglio di Palazzo Levi per la visita in città del presidente della Regione: dal presidente della Provincia di Alessandria Luigi Benzi all’assessore regionale agli Enti Pubblici Enrico Bussalino, dall’onorevole Federico Fornaro ai consiglieri regionali e i sindaci del territorio, dai sindacati UilTucs e FilCams a una delegazione degli albergatori acquesi, oltre ai vari consiglieri di maggioranza e opposizione in Comune.

«Siccome l’acqua termale è già della Regione – ha dichiarato il governatore del Piemonte – perciò la nostra intenzione è di costituire una società mista in cui la parte pubblica ricopra un ruolo di coordinamento. Con un’apposita gara, poi, ci sarà da individuare il privato, o anche più di uno, per la gestione dell’operatività degli stabilimenti termali».


Una presa di posizione con cui Cirio dice di voler rimediare agli errori compiuti in passato: «Qualcuno – ha sottolineato il governatore – ha pensato di vendere questo patrimonio ai privati senza chiedere garanzie, investimenti e un piano industriale. Oggi dobbiamo rimediare a quell’errore tornando ad avere un ruolo di indirizzo e controllo, con un partner privato che siamo pronti a cercare sul mercato per garantire un rilancio vero del polo termale non solo per la parte sanitaria, per cui verificheremo se esistono condizioni di rinnovo diretto, ma soprattutto per rendere finalmente questo territorio un centro di benessere moderno e attrattivo».

Comune e proprietà: “Le trattative vanno avanti”

Una presa di posizione netta e chiara quella di Alberto Cirio, che comunque non chiude le porte al proseguo delle trattative con Alessandro Pater – proprietario di buona parte degli impianti termali presenti in città – per l’avvio della nuova stagione di cure e la revoca dei licenziamenti delle sette lavoratrici e dei circa quindici stagionali dello stabilimento Nuove Terme.

Nel frattempo andranno avanti le interlocuzioni intavolate nei giorni scorsi dagli avvocati del Comune di Acqui e il legale incaricato da Terme di Acqui Spa per giungere a un accordo che garantisca anche per il 2026 le cure termali e la salvaguardia dei posti di lavoro. «Ci stiamo confrontando – ha detto il sindaco Danilo Rapetti – per concedere una proroga per l’utilizzo dell’acqua necessaria alle cure sanitarie. In questo senso, però, stiamo anche ragionando sul futuro del Grand Hotel e della Spa Lago delle Sorgenti, sulla base di un’eventuale concessione delle acque anche per queste due strutture. Per il resto, i bandi a cui stiamo lavorando si integreranno alla prospettiva regionale indirizzata a una partecipazione pubblica, cosa che non era per niente scontata».

All’incontro pubblico erano presenti anche i rappresentanti sindacali di UilTucs e FilCams, che questa mattina hanno organizzato un sit-in di protesta ad Alessandria in occasione del passaggio della fiamma olimpica. «I licenziamenti – hanno dichiarato Francesco Rosati e Silvia Tardito di UilTucs e FilCams – precludono non solo l’attività delle Terme ma anche quello di tutto l’indotto.  Sappiamo bene che la questione delle concessioni è molto spinosa, ma noi vogliamo rimanere sul nostro livello di competenza, che è quello della salvaguardia del perimetro occupazionale, anche quello della stagionalità».

Ravetti: “Da noi sincera collaborazione”

«In questa delicata fase il nostro ruolo sarà di sincera collaborazione. Già a partire dalla prossima settimana – ha dichiarato il vice presidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti – sulla base delle analisi che faremo sul documento economico finanziario della Regione e della previsione di bilancio, su cui necessariamente faremo qualche approfondimento in più rispetto alle leve fiscali che interessano il perimetro del distretto del termalismo acquese. Non per mettere in difficoltà la maggioranza, ma per verificare se ci sono le condizioni concrete ed economiche a tutela degli albergatori e dei commercianti, che vivono delle loro attività. Noi crediamo ci siano leve fiscali su cui possiamo fare qualche ragionamento. Se il progetto presentato oggi incontrerà anche il sostegno di altri soggetti pubblici, e se ci sarà il parere favorevole della Corte dei Conti, noi ci saremo e daremo una mano».

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