Il Psi di Acqui: «Riacquisizione pubblica degli impianti termali»
A Comune e Regione anche la richiesta di istituire un tavolo di crisi permanente e attivare cantieri di lavoro specifici
ACQUI TERME – Per il Partito Socialista acquese l’unica soluzione è la «riacquisizione pubblica del patrimonio termale».
Anche il circolo locale dei riformisti di sinistra espone pubblicamente le proprie considerazioni sull’argomento Terme e lo fa proponendo al Comune e alla Regione un «piano di riacquisizione pubblica degli stabilimenti, sottraendoli a logiche speculative per restituirli alla collettività». Il Psi termale, inoltre, chiede alle istituzioni del territorio «di istituire un tavolo di crisi permanente che veda la partecipazione attiva dei rappresentanti dei lavoratori, affinché nessuna decisione venga presa sopra le loro teste», afferma il segretario di sezione Giovanni Poletto.
Tra le richieste rivolte al sindaco Danilo Rapetti e al governatore Alberto Cirio – che domani sarà ad Acqui per un incontro in Comune – anche l’attivazione di cantieri di lavoro specifici «per disoccupati in aree di crisi, con un progetto di recupero del decoro urbano e termale, finanziato dal comune e dalla Regione».
“Futuro della città deciso in uffici lontani dalla nostra gente”
Una crisi, quella del termalismo acquese, in atto ormai da anni e nei giorni scorsi culminata con il licenziamento da parte dell’azienda di sette lavoratrici con contratto a tempo indeterminato e la conseguente messa alla porta di una quindicina di stagionali. «Il licenziamento dei dipendenti – aggiunge Giovanni Poletto – non è solo una tragedia occupazionale, ma è l’ultimo atto di un fallimento annunciato del modello di privatizzazione selvaggia. Non possiamo più permettere che il futuro di Acqui Terme sia deciso in uffici distanti dai bisogni della nostra gente. Le Terme sono di Acqui e degli acquesi, per il Partito Socialista, l’unica via percorribile è la riappropriazione pubblica degli impianti».
In merito all’esproprio degli stabilimenti di proprietà di Alessandro Pater il Partito Socialista si era già pronunciato per la piscina monumentale, chiusa da oltre sei anni. Una proposta per cui è stata anche avviata una raccolta firme, «che consegneremo al Sindaco al momento opportuno. Anche se il percorso sarà pieno di ostacoli e difficoltà – aggiunge Poletto – noi non demordiamo, perché abbiamo la consapevolezza di fare una lotta giusta contro un imprenditore che ha deciso di tenere in ostaggio la città».