Act Consumatori: «Adiremo a vie legali contro Terme di Acqui»
Il presidente Antonucci: «La chiusura degli stabilimenti nega l’accesso alle cure: potrebbe profilarsi il reato di interruzione di pubblico servizio»
ACQUI TERME – Act Consumatori ha deciso di adire a vie legali nei confronti di Terme di Acqui Spa per il reato di interruzione di pubblico servizio.
«Il licenziamento del personale – dichiara Massimo Antonucci, presidente dell’associazione acquese con sede anche a Vado Ligure – dimostra in maniera incontrovertibile la volontà di non riaprire gli stabilimenti. Considerato che l’offerta è in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, tale decisione nega l’accesso alle cure a migliaia di pazienti. Secondo i nostri consulenti, quindi, si configura il reato di interruzione di pubblico servizio. Abbiamo deciso, quindi, di adire l’Autorità Giudiziaria e informare tutte le figure istituzionali coinvolte nella vicenda».
“Piscina, trattamenti con i soldi dei cittadini”
Dal presidente di Act critiche anche alle forze politiche locali. «Il solito teatrino dove tutti si indignano e nessuno fa nulla, Da tempo sollecitiamo la Regione Piemonte affinché faccia valere, ai sensi di legge, la decadenza o revochi le concessioni a Terme di Acqui Spa per inattività e ritardi. Tale provvedimento sarebbe opportuno e dimostrerebbe alla comunità acquese vicinanza e vero interesse».
«Tutti puntano il dito contro Pater – aggiunge Antonucci – ma poi pagano i trattamenti sanitari alla piscina col denaro pubblico; ma non era stata emessa un’ordinanza sindacale estiva che intimava lo svuotamento? Possibile che nessuno in Consiglio comunale si interroghi a che titolo vengano spesi questi soldi degli acquesi a favore di un privato? La situazione non è più sostenibile, una comunità non può essere tenuta in pugno da una persona priva di interesse per il business ed il territorio. Informeremo le più alte sfere del Governo affinché i “manovratori” locali non affrontino la questione con animi troppo sereni».