Terme di Acqui: nessun dietro front su licenziamenti. Sindacati pronti a forme di protesta
Società
Alessandro Francini  
13 Gennaio 2026
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16:22 Logo Newsguard
Acqui Terme

Terme di Acqui: nessun dietro front su licenziamenti. Sindacati pronti a forme di protesta

Incontro in Confindustria questa mattina: l'eventuale revoca dei licenziamenti deve avvenire entro il 20 gennaio. Il sindaco di Acqui: "Disponibili a concedere una proroga sulle acque"

ACQUI TERME – Terme di Acqui, almeno per il momento, non cambia idea sul licenziamento degli oltre venti dipendenti dello stabilimento curativo Nuove Terme.

È quanto ribadito nel confronto di questa mattina, martedì 13, nella sede di Confindustria ad Alessandria tra Paolo Quirico, responsabile del Servizio lavoro per l’associazione di categoria, il procuratore dell’azienda e consulente del lavoro Riccardo Gollo, i segretari provinciali di UilTucs e FiCams e il sindaco di Acqui Danilo Rapetti.

Rapetti: “Stiamo lavorando per trovare accordo”

«A fronte di una serie di incontri tra l’amministrazione comunale e la società – commenta Maura Settimo, segretaria provinciale UilTucs – è stata ribadita la nostra richiesta di revoca dei licenziamenti, ma l’azienda continua a rimanere ferma sulla propria decisione.  Attualmente le persone licenziate sono sette, mentre due (il responsabile dello stabilimento e il manutentore, ndr) continuano a rimanere contrattualizzate. Altri sedici lavoratrici e lavoratori stagionali, invece, non otterrebbero il rinnovo per la stagione 2026».

In questo momento, perciò per quanto riguarda il drastico ridimensionamento del personale, la proprietà non sembra avere intenzione di tornare sui propri passi, nonostante le proposte presentate nel pomeriggio di lunedì dagli avvocati del Comune di Acqui al legale Terme di Acqui. «Da parte nostra – afferma il sindaco Danilo Rapetti – è stata confermata la disponibilità a concedere una prorogaanche a medio-lungo termine, ma sempre in modo provvisorio, per l’uso delle acque necessarie alle cure sanitarie. Stiamo cercando di trovare un accordo che possa salvare la stagione e i posti di lavoro. La situazione resta in evoluzione. Insieme alla Regione, tuttavia, siamo determinati a porre termine una volta per tutte al monopolio sulle concessioni».

“I dipendenti non possono aspettare”

«Se la stagione di cure non dovesse ripartire – aggiunge Maura Settimo – si profilerebbe un’interruzione del un pubblico servizio. La situazione richiede sicuramente dei tempi di trattativa non immediati, ma l’eventuale revoca dei licenziamenti deve avvenire entro il 20 gennaio. Purtroppo le lavoratrici e i lavoratori non possono attendere i tempi della burocrazia e si rischia che siano i soli a pagare una diatriba che va avanti da anni».

Domani, mercoledì 14, a Torino è in programma l’incontro tra l’assessore regionale al Lavoro Elena Chiorino, i sindacati e l’amministrazione comunale acquese. «Sull’esito dell’incontro siamo abbastanza fiduciosi, ma le dichiarazioni di oggi dell’azienda – osserva la segretaria di UilTucs – sono state piuttosto chiare. Ovviamente stiamo valutando tutte le forme di tutela e di mobilitazione. Ricordiamo che venerdì 16 la Fiaccola Olimpica passerà ad Alessandria, e non è detto che si mettano in atto proteste proprio in occasione di tale evento».

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