Terme, albergatori in ansia: «Senza cure i clienti vanno altrove»
Economia
Alessandro Francini  
12 Gennaio 2026
ore
15:30 Logo Newsguard
Acqui Terme

Terme, albergatori in ansia: «Senza cure i clienti vanno altrove»

La presidente dell'associazione: «Speriamo che la proprietà ci ripensi. Serve un'apertura anche in forma ridotta»

ACQUI TERME – «Molto probabilmente se ci fosse stato maggiore controllo già in fase di acquisizione non saremmo arrivati fino a questo punto». È l’amara considerazione di Monica Volante, presidente dell’associazione Albergatori Acquesi dopo il licenziamento dei dipendenti dello stabilimento curativo Nuove Terme.

Una decisione, quella di Alessandro Pater, proprietario dell’intero pacchetto termale cittadino, che potrebbe tradursi – a scanso di clamorosi (e auspicabili) stravolgimenti di fronte in fase di trattative con ii Comune e la Regione – nella cancellazione della stagione di cure per tutto il 2026.

«Speriamo ci ripensi…»

«L’unica cosa che possiamo sperare è che la proprietà torni per qualche motivo sui propri passi. O che almeno si apra il Nuove Terme anche per un periodo ridotto, magari di quattro o cinque mesi», osserva con una certa rassegnazione Monica Volante.

Ad Acqui Terme da ormai quasi dieci anni gli albergatori non possono più contare sul vero punto di forza che per tutto il Novecento ha assicurato alla città flussi importanti di turisti in arrivo da tutta Italia e anche dall’estero. «Per fortuna ad Acqui abbiamo ancora diverse manifestazioni, soprattutto in ambito sportivo e culturale, che ci assicurano una certa stabilità sul piano delle prenotazioni, in particolare nei mesi più caldi. La verità, però, è che per avere un vero cambio di marcia servono le riaperture della Spa, della piscina e degli altri stabilimenti termali. Ormai era rimasto solo lo stabilimento curativo, ma se adesso ci tolgono  anche quello…», aggiunge Monica Volante.

E dire che il 2025 aveva anche regalato qualche piccolo segnale di ottimismo. «Rispetto agli anni precedenti i dati sulle prenotazioni in città sono stati abbastanza incoraggianti. Certo, parliamo sempre di numeri molto contenuti e non paragonabili a quelli di qualche decennio fa. Di sicuro, però, se anche le poche cure termali rimaste non saranno più disponibili credo che per il 2026 ci sia il serio rischio di fare un ulteriore passo indietro ».

Nei prossimi giorni gli albergatori acquesi si riuniranno per un confronto. «Per quanto riguarda la nostra struttura – osserva Monica Volante – nel 2025 sono state una settantina in tutto le prenotazioni per le cure termali. Si tratta per lo più di persone che da anni vengono ad Acqui per i trattamenti anche due volte l’anno, in primavera e in autunno. Se non ci saranno sviluppi positivi saranno tutti costretti ad andare altrove».

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