«Legge su unioni montane: criteri troppo penalizzanti»
Politica
Alessandro Francini  
9 Gennaio 2026
ore
17:40 Logo Newsguard
Acquese

«Legge su unioni montane: criteri troppo penalizzanti»

Alessandro Vacca e Roberto Vallegra, presidenti delle unioni Suol d'Aleramo e Alto Monferrato Aleramico, dicono la loro sulla nuova Legge Calderoli

ACQUI TERME – I criteri previsti dal nuovo decreto sui comuni montani proposto del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli vanno a escludere tutti i comuni dell’Acquese con la sola eccezione di Ponzone.

I parametri della “Legge Calderoli” stabiliscono che un comune è da considerarsi montano solo se almeno il 25% del suo territorio è sopra i 600 metri di altitudine e il 30% ha una pendenza del 20%. Una classificazione che sta diffondendo timori tra i sindaci dell’Acquese i cui comuni fanno parte delle unioni Suol d’Aleramo, Alto Monferrato Aleramico e dell’unione “tra Langa e Alto Monferrato”.

«Per ora avanti come sempre»

«Ci sono da chiarire diverse questioni – commenta Alessandro Vacca, sindaco di Morbello nonché presidente dell’unione Suol d’Aleramo, che oggi conta undici paesi membri – anche legate ai finanziamenti per i servizi offerti al territorio. In primis le scuole: con la nuova legge saranno solo i comuni sopra i 600 metri a poter beneficiare dei contributi? Io spero proprio di no». Il sindaco Vacca, a ogni modo, ha ricevuto rassicurazioni da diversi membri del Consiglio regionale, «quantomeno sulla revisione e sulla messa in discussione di determinati parametri per quanto riguarda la distribuzione dei fondi». Tra i proprietari dei terreni agricoli c’è anche preoccupazione per l’esenzione dei pagamenti Imu, «che ora è applicata a tutti i comuni fino a oggi considerati montani. Adesso, però, cosa succederà? Nei territori al di sotto dei 600 metri l’esenzione verrà eliminata?».

Grosso modo dello stesso parere anche il sindaco di Bistagno Roberto Vallegra, presidente dell’unione Alto Monferrato Aleramico: «La nostra è una situazione un po’ particolare. Avendo tra i quattro comuni membri anche Ponzone, che continuerà a essere considerato montano, ci chiediamo se continueremo comunque a essere ritenuti un’unione montana o meno. Io penso di sì». Anche Roberto Vallegra in questi giorni è in contatto con diversi esponenti della istituzioni regionali, «oltre che con l’Anci. Tutti sanno quali sono le nostre problematiche. A ogni modo credo che, come spesso accade in Italia, verranno concesse delle proroghe. Lo statuto della nostra unione è stato approvato fino a giugno 2026, e credo che fra sei mesi accadrà la stessa cosa. Speriamo che entro la fine dell’anno vengano chiariti tutti quegli aspetti su cui al momento pende un grosso interrogativo».

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