Rapetti: «Presto incontrerò Cirio. Le Terme devono aprire»
Gli avvocati incaricati da Palazzo Levi sono già in contatto con i legali di Terme di Acqui «per un incontro programmato»
ACQUI TERME – «Esprimo la mia più profonda solidarietà ai dipendenti di Terme di Acqui Spa colpiti dai licenziamenti». Il primo pensiero del sindaco Danilo Rapetti va a loro, alle lavoratrici e ai lavoratori messi alla porta dall’imprenditore genovese Alessandro Pater.
Nessuna intenzione da parte del Comune di alzare bandiera bianca: «Le Terme rappresentano un patrimonio fondamentale e irrinunciabile per la nostra città e devono assolutamente riaprire. L’attività termale sanitaria è parte dell’identità stessa di Acqui e non può essere compromessa in alcun modo. L’Amministrazione comunale, in qualità di ente per legge titolare della funzione di rilascio di concessioni, intende mettere in condizioni le Terme di aprire la stagione 2026 e, nel caso, anche delle successive, per l’attività sanitaria, con l’acqua necessaria alla bisogna, per un periodo congruo volto a consentire l’equilibrio economico dell’operazione».
“Scadenza concessioni momento fondamentale”
Gli avvocati incaricati da Palazzo Levi sono già in contatto con i legali di Terme «per un incontro programmato – prosegue Rapetti – a seguito del rifiuto del signor Pater di accettare il mio invito personale al confronto. Nonostante questo, il nostro obiettivo rimane chiaro: garantire le condizioni giuridiche necessarie affinché Terme possa avviare regolarmente la stagione».
La prossima settimana è in programma un incontro con il governatore della Regione Alberto Cirio: «Come Amministrazione comunale – sottolinea il Sindaco di Acqui – faremo tutto quello che va fatto per tutelare i lavoratori e assicurare che ci siano tutte le condizioni per la riapertura. Abbiamo già attivato un’interlocuzione con la Regione Piemonte e presto incontreremo personalmente il Presidente Cirio. La priorità assoluta in questo momento è garantire l’operatività della fanghiera e la continuità dei servizi termali sanitari».
«Il 2026 – aggiunge Rapetti – sarà certamente un anno di sfide per la questione termale, ma sarà anche l’anno in cui risolveremo definitivamente questa situazione. È come quando un paziente si reca dal chirurgo: apparentemente sta bene, anche se in realtà cova una patologia. Dopo l’intervento attraversa un periodo difficile, con i tagli chirurgici e la riabilitazione da affrontare, ma alla fine si elimina definitivamente il problema. In questo senso, la scadenza delle concessioni rappresenta sicuramente un momento critico, ma è anche il momento fondamentale, l’unico che può garantire la vera rinascita e dare l’acqua termale a chi realmente vuole investire sul futuro di Acqui Terme».