Gallizzi attacca Pater: “Licenziamenti denotano disprezzo per la città”
Stabilimento Nuove Terme
Politica
Alessandro Francini  
6 Gennaio 2026
ore
15:46 Logo Newsguard
Acqui Terme

Gallizzi attacca Pater: “Licenziamenti denotano disprezzo per la città”

Così l'assessore comunale al Turismo: "Se l'attuale proprietà non è in grado di gestire gli stabilimenti perché non affida la gestione ad altri oppure non vende?"

ACQUI TERME – Parole inevitabilmente severe da parte dell’assessore comunale al Turismo Michele Gallizzi a seguito della notizia sui licenziamenti dei dipendenti – una decina con contratto a tempo indeterminato – delle Terme di Acqui.

«Sono personalmente indignato – dichiara Gallizzi – per le lavoratrici e i lavoratori licenziati dalla proprietà termale, a cui do la mia disponibilità personale e politica per la tutela delle loro ragioni.  Alla luce di questo atto immorale che offende la dignità di qualunque persona, suggerisco agli acquesi di mobilitarsi in massa per  rivendicare le loro terme e il diritto al lavoro, attraverso strumenti legali o con mezzi politici concreti. Il signor Pater deve sapere che esiste un confine sottile, ma fondamentale, tra il diritto di proprietà e il dovere di civiltà. Ad Acqui questo limite è stato ampiamente superato».

“La questione deve arrivare anche in Parlamento”

L’assessore al Turismo continua con un duro attacco ad Alessandro Pater, proprietario dell’intero pacchetto termale acquese: «Chi acquista il cuore di una città non compra semplicemente degli edifici, ma si assume la responsabilità del benessere collettivo. Responsabilità che la proprietà termale non si è mai assunta. Anzi, la decisione di licenziare i dipendenti è la prova evidente di disprezzo e indifferenza. Se l’attuale proprietà termale non è in grado di gestire lo stabilimento o non ha convenienza in termini di profitti, perché non affida la gestione ad altri imprenditori oppure non vende?  Questa sarebbe la soluzione più semplice ed efficace anche per la ripartenza».

Infine dall’assessore comunale al Turismo un appello alla Regione, «che è l’istituzione più vicina, ad intervenire in modo incisivo sulla questione termale acquese. Ai  parlamentari eletti nel nostro territorio chiedo di portarla in Parlamento.  Spetta a loro legiferare su un tema nazionale come la funzione sociale della proprietà. L’art. 42 della Costituzione, infatti, stabilisce che la proprietà privata è garantita dalla legge, ma solo se svolge funzione sociale e non è in contrasto con l’interesse generale. La stessa Costituzione, all’art. 41, ribadisce che l’iniziativa economica privata è libera, ma non deve mai arrecare danno all’utilità sociale, alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana».

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione