Lo studio sull’acquifero termale a un team di geologi di Genova
L’analisi avrà lo scopo di individuare nuovi punti di captazione. Rapetti: "Bene, ma ora si dia inizio in tempi brevi"
ACQUI TERME – Sarà un team di geologi genovesi a occuparsi dello studio dell’acquifero termale presente nel sottosuolo di Acqui Terme. L’analisi, per cui a marzo dello scorso anno la Regione Piemonte ha stanziato 160mila euro alla Provincia, avrà lo scopo di individuare nuovi punti di captazione.
Il sindaco Danilo Rapetti chiederà al presidente della Provincia Luigi Benzi che l’indagine venga avviata in tempi brevi. «Abbiamo davvero bisogno di conoscere prima possibile l’effettiva capacità dell’acquifero cittadino e dei possibili nuovi punti di captazione oltre a quelli già noti. Una volta scadute le tre concessioni – osserva Rapetti – le risorse termali saranno a disposizione delle realtà imprenditoriali che vorranno avviare investimenti importanti nel termalismo acquese».
“Pater? Per le acque servono investimenti”
Il monopolio di cui la famiglia Pater gode dal 2016 terminerà a fine aprile del 2026, quando dopo la concessione la “Città di Acqui Terme”, che riguarda il concentrico cittadino, andranno a scadenza anche la “Vascone”, dalla quale attingono le strutture (chiuse da anni) di zona Bagni, e “La Bollente”, che alimenta gli stabilimenti termali del centro (vedi il ‘Nuove Terme’ di via XX Settembre).
«Se Alessandro Pater presenterà un piano di investimenti serio – commenta il Sindaco – per il rilancio delle strutture a oggi di sua proprietà allora saremo ben lieti di concedere a lui l’uso delle acque», commenta Danilo Rapetti. Nel corso dell’incontro organizzato dalla Lega di Acqui lo scorso 24 febbraio, gli assessori regionali Enrico Bussalino e Matteo Marnati hanno infatti annunciato una modifica alla legge regionale per dare modo alla Provincia di delegare le proprie funzioni di controllo delle concessioni termali direttamente al Comune di Acqui.