Pd chiede analisi sui Pfas in città: “Le faremo, ma no allarmismi”
I "dem" chiedono analisi approfondite dopo il report pubblicato da Greenpeace Italia. Pasqualino: "Tfa? Concentrazione ben al di sotto dei limiti"
ACQUI TERME – Secondo il report di Greenpeace Italia nelle acque potabili di Acqui Terme si evidenzia la presenza di acido trifluoroacetico (Tfa) con una concentrazione di 147,6 ng/l.
Tale molecola appartiene all’ampio gruppo delle sostanze Pfas. «Pare, però, che l’amministrazione non sia intenzionata a effettuare accertamenti», lamentano dal circolo del Pd. «Chiediamo al Comune – aggiungono – di sollecitare rilevamenti periodici dei valori Pfas nelle acque cittadine».
Il Tfa è una molecola a catena ultracorta derivante dall’uso di pesticidi, gas refrigeranti e propellenti. Recenti studi hanno dimostrato come il Tfa sia il Pfas più abbondante nelle acque superficiali di falda in almeno dieci nazioni europee.
«Già chiesto ad Amag»
Secondo la direttiva europea la concentrazione di Tfa rilevata in città rientrerebbe ampiamente nel parametro Pfas totale, il cui valore limite è 500 ng/l. Per i “dem”, però, la presenza di Tfa nelle acque potabili rappresenta comunque un campanello d’allarme, «anche perché se in futuro il Tfa dovesse essere classificato come cancerogeno, certamente verrebbe incluso in un limite molto più stringente. Il Comune dia incarico ad Amag, Asl e Arpa al fine di valutare l’effettiva qualità delle nostre acque potabili».