Discarica di Sezzadio, i Comitati di Base: “Da Acqui e da Roma quattro mesi di silenzio”
A quattro mesi dall'incontro pubblico con il ministro Costa tra i comitati anti discarica inizia a serpeggiare un certo malumore. Per Vicente 'Urbano' Taquias, coordinatore dei Comitati di Base, la battaglia a difesa della falda acquifera "non è più una lotta di base" a causa della "progressiva strumentalizzazione" a livello politico
A quattro mesi dall'incontro pubblico con il ministro Costa tra i comitati anti discarica inizia a serpeggiare un certo malumore. Per Vicente 'Urbano' Taquias, coordinatore dei Comitati di Base, la battaglia a difesa della falda acquifera "non è più una lotta di base" a causa della "progressiva strumentalizzazione" a livello politico
PROVINCIA – Dal 21 novembre scorso, ovvero dall’incontro pubblico in Comune ad Acqui Terme tra il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e i portavoce dei Comitati ambientali che dal 2011 si oppongono alla realizzazione della discarica di Sezzadio sotto la quale giace la più vasta falda acquifera della provincia, in sostanza, non si sono più avuti aggiornamenti di rilievo. Solo pochi giorni prima della visita del Ministro nella città termale, sabato 17 novembre, a Sezzadio si era svolta la ‘Marcia per l’acqua’ organizzata dai comitati territoriali – Sezzadio Ambiente, Comitati di Base e Comitato Agricoltori – che oltre ai tanti cittadini della Valle Bormida e ai movimenti No Tav e Terzo Valico aveva visto la presenza di una troupe di Striscia la Notizia. Il lungo corteo si era concluso proprio davanti al cantiere avviato dalla ditta Riccoboni a Cascina Borio, già da diverse settimane occupato da camion ed escavatori.
Ora, dopo quasi quattro mesi di stallo, tra i comitati inizia a serpeggiare un certo malumore. Per qualcuno, in particolare per Vicente ‘Urbano’ Taquias (foto sotto), coordinatore dei Comitati di Base della Valle Bormida, attorno alla questione ‘discarica di Sezzadio’ si sarebbe generata “una progressiva strumentalizzazione” a livello politico, che avrebbe portato a “scaricare su Roma, sul Ministero, il proseguimento di quella lotta da cui, come è stato ribadito per anni, i colori della politica dovevano stare fuori”.
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Intanto, da novembre ad oggi nei terreni di Cascina Borio gli scavi sono andati avanti ed ora sono quasi giunti al termine. Ciò che resta in sospeso è il via libera al conferimento dei rifiuti, che non sarà possibile fino a quando la conferenza dei servizi della Provincia non ridiscuterà il progetto per la nuova tangenziale richiesta dalla Riccoboni Holding per il transito dei camion che dovranno smaltire i rifiuti della ditta ‘Grassano’ di Predosa (proprietà dell’azienda con sede a Parma) nella discarica di Cascina Borio. Ad ogni modo, è molto probabile che l’iter procedurale rimarrà in sospeso almeno fino alle elezioni regionali del 26 maggio.