Protezione delle falde acquifere: incontro in Regione per l’estensione delle tutele
Quasi 50 sindaci e i rappresentanti delle province di Alessandria e Vercelli, oltre alla città metropolitana di Torino, sono stati convocati in Regione dall'assessore Valmaggia per parlare delle norme atte a tutelare le falde acquifere. Preoccupazione espressa dai movimenti per le fondamentali riserve idriche di Sezzadio-Predosa
Quasi 50 sindaci e i rappresentanti delle province di Alessandria e Vercelli, oltre alla città metropolitana di Torino, sono stati convocati in Regione dall'assessore Valmaggia per parlare delle norme atte a tutelare le falde acquifere. Preoccupazione espressa dai movimenti per le fondamentali riserve idriche di Sezzadio-Predosa
Nelle scorse settimane, il Fatto Quotidiano, ha dedicato una pagina intera parlando anche della nostra zona, la Valle Bormida, e della Valle Dora in merito alla difesa delle Falde Acquifere. La scorsa settimana, un giornalista della Rai è venuto fino a Sezzadio per un servizio sulla difesa delle Falde Acquifere animato dalla curiosità di capire come stesse succedendo in zona e ha dimostrato ammirazione rispetto a ciò che siamo stati in grado di mettere in piedi in questi anni con l’opposizione popolare a tutela della Falda Acquifera e tutte le iniziative che hanno animato questi 6 anni di lotta”.
A parlare sono gli attivisti di Sezzadio per l’Ambiente, il movimento che da tempo combatte sul territorio per contrastare la discarica Riccoboni in zona Sezzadio-Predosa.


“I rappresentanti alessandrini – prosegue Ottria – hanno chiesto che venga esteso il modello previsto per la Valledora, ovvero l’ampliamento di vincoli precisi per un’adeguata tutela della falda acquifera profonda di Sezzadio-Predosa. Per raggiungere lo scopo, ritengo sia necessario l’istituzione un tavolo di lavoro atto a verificare gli studi esistenti e quelli in fase di elaborazione (ieri l’ATO 6 ha comunicato che tali studi saranno completati entro l’anno); l’avevo esplicitamente richiesto attraverso l’Odg 1044 dell’aprile 2017, e oggi, tale proposta è stata rilanciata dalle istituzioni locali al tavolo dell’Assessore regionale Valmaggia.
È necessario fare tutto quanto possibile dal punto di vista politico per tutelare le falde acquifere della nostra Provincia, approfittando anche dell’esperienza che la Regione ha maturato in altri siti piemontesi.
Il mio obiettivo – conclude Ottria – è sempre stato quello di proteggere l’acqua delle nostre falde, sia se si tratti di possibili pericoli di inquinamento, sia di bonifiche di siti già inquinati”.