Giornate Fai di Primavera: “il più grande evento di piazza dedicato ai beni culturali”
Nel fine settimana luoghi solitamenti inaccessibili, borghi che custodiscono antiche tradizioni, luoghi dello sport e della produzione, chiese e monumenti. Tutte le aperture in provincia
Nel fine settimana luoghi solitamenti inaccessibili, borghi che custodiscono antiche tradizioni, luoghi dello sport e della produzione, chiese e monumenti. Tutte le aperture in provincia
CULTURA – Palazzi solitamente inaccessibili, borghi che custodiscono antiche tradizioni, luoghi della produzione, chiese e monumenti che svelano spazi sorprendenti: le aperture delle Giornate Fai di Primavera, sabato 24 e domenica 25 marzo, raccontano con la loro straordinaria varietà un’Italia che sempre di più si riconosce nella vastità del suo patrimonio culturale e nella ricchezza della sua storia. La manifestazione, oltre a essere un momento di incontro tra il Fai e la gente, è anche un importante evento di raccolta fondi e un’occasione per raccontare a tante persone gli obiettivi e la missione della Fondazione. Per questo, all’accesso di ogni luogo aperto verrà chiesto ai visitatori un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro destinato al sostegno delle attività istituzionali del Fai.Ad Alessandria nella splendida cornice della Cittadella due avvenimenti importanti: l’inaugurazione ufficiale del Museo della Telecomunicazione, a cura di Claudio Gilardenghi e Andrea Ferrero e l’apertura del Sacrario del 37° Brigata Ravenna. Un museo interessantissimo che riporta tutta la storia della telecomunicazione con apparati, in parte autentici e in parte riprodotti fedelmente, perfettamente funzionanti: da Galvani a Marconi ci sono tutti gli strumenti e poi Tesla, Van Der Graaf e la cabina del Marconista del Titanic in scala 1:1, con rievocazione del momento dell’affondamento della nave. Per l’occasione sarà presentata la rievocazione dell’evento della “Tenda Rossa“, di cui ricorrono i 90 anni: ci sarà la tenda (copia), gli apparati radio e anche l’orso bianco. In Cittadella sono presenti molti ricordi della Prima Guerra Mondiale: il sacrario che commemora la gloriosa Brigata Ravenna che tanto si distinse sia nella Prima che nella Seconda Guerra Mondiale. Nella mostra fotografica di Oliver Meytre, l’autore, per rappresentare la complessità degli spazi, ha impiegato sistemi fotografici digitali in alta risoluzione in modalità photostitching. Domenica alle 10 nella sede del Fai della Cittadella ci sarà l’evento del gemellaggio con la Fondazione Marconi e una conferenza sull’illustre scienziato tenuta da Barbara Valotti. Dalle 14 alle 18 visite con Harry Potter e i suoi amici.


A Castellazzo Bormida porte aperte alla Chiesa San Martino, la più antica chiesa del paese, alla Torre dell’Orologio dove per l’occasione verrà presentato al pubblico lo stemma comunale ricostruito e posizionato sulla facciata della torre.
A Novi Ligure si potrà visitare Palazzo Adorno è uno dei più importanti palazzi nobiliari edificati dalle genovesi. Verrà aperto al pubblico il piano nobile del palazzo che nonostante sia stato privato di buona parte degli arredi conserva nei dettagli e nell’atmosfera il ricordo degli anni in cui le sue stanze erano teatro di momenti musicali e di animate conversazioni di intellettuali dell’epoca.
Lasciata Gavi in direzione di Novi Ligure, la strada Lomellina conduce con una serie di tornanti tra le colline coperte di vigneti. Dopo l’ultima curva, in località San Bernardo, lungo un crinale che domina la valle sottostante, si erge Villa Broglia. Costruita negli anni venti del ‘900 la villa viene sottoposta nel 1972 ad un intervento di sistemazione del giardino affidato a Pietro Porcinai, grande paesaggista italiano. La Centuriona si staglia imponente lungo l’antica strada di collegamento che da Novi conduceva a Genova, nel tratto tra Gavi e Carrosio. La favorevole posizione dell’edificio, dal quale si può controllare il tracciato sottostante, ha fatto pensare ad una sua antica funzione di torre di guardia. La sua costruzione risale alla seconda metà del ‘500 e alla volontà dei nobili genovesi Centurione, cui si succedono i Lomellini, i Cambiaso e gli attuali proprietari. Il complesso, trasformato nei secoli dalle importanti famiglie che l’hanno posseduto, comprende anche una torre, una cappella gentilizia e diversi edifici destinati ad attività legate alla conduzione agricola delle cascine e dei possedimenti circostanti. Questi edifici si articolano attorno ad un cortile chiuso che, sul lato nord, ospita la residenza padronale che al piano nobile guarda la valle attraverso una grande stanza loggiata.

San Silvestro è la grande chiesa di Mornese trasformata a fine ‘800 secondo i dettami dello stile floreale: il Liberty. S. Silvestro è un notevole complesso architettonico sviluppatosi sul colle dell’antico Castellazzo a partire dal ‘400. Domenica (Festività delle Palme) durante l’orario di messa alle 11.30, percorso alternativo con visita agli scorci di Via Chiesa, all’oratorio e al presepe.

A Pietra Marazzi porte aperte al Palazzo Comunale che fa parte di un articolato complesso architettonico (oggi suddiviso in più proprietà) comprendente un intero isolato che dall’attuale via Roma (ov’erano le mura e il fossato) saliva fino alla piazza (oggi Umberto I), punto più elevato, ov’erano la Rocca, la Torre quintangolare e l’antica parrocchiale di S. Martino. Il palazzo ha subito nel tempo notevoli trasformazioni e riplasmazioni. Del primitivo edificio cinquecentesco oggi Palazzo Comunale (già proprietà del Conte Giacomo Filippo Sacco e lasciato da questi in eredità alla Famiglia Casne-Bismati, poi Casa Mensi) restano tracce all’interno: le splendide volte a ombrello lunettate, capitelli lapidei pensili e stemmi.
Il Borgo di Retorto sorge sulle rive del fiume Orba da un agglomerato chiuso ed è composto da una corte signorile centrale, con palazzo, chiesa e parco, a cui sono state aggregate, nel corso dei secoli, quattro corti rustiche. Il feudo di Retorto è stato un immenso possedimento esteso sui comuni di Predosa, Alessandria, Bosco e Fresonara con numerose aziende agricole al suo interno e terre, prati, pascoli e acqua tutto intorno. Ancora oggi, il borgo di Retorto, è circondato da terre e campi coltivati. Qui è possibile rivivere l’atmosfera agricola e contadina di un passato, ormai lontano, ma ancora vivo nei ricordi e di un presente che, in quel passato, ha le sue radici.
La casa di Carlo Carrà a Quargnento nella via omonima conserva, in una delle camere al primo piano, una parete decorata con disegni a tempera eseguiti dal pittore ancora fanciullo che, riscoperti nel 1963 in occasione dei lavori di risistemazione interna, necessitano di un intervento di restauro conservativo.
Sempre a Quargnento a Colle Manora sarà possibile visitare il Museo della Moda Mila Schön, le auto da corsa storiche di famiglia e l’archivio del quotidiano La Notte. Nel piccolo museo privato Mila Schön sono esposti frammenti di storia della stilista composti da abiti storici ricamati, pezzi ispirati a grandi artisti, immagini e video delle collezioni degli anni ’70 e ’80; l’Archivio La Notte, in onore di Nino Nutrizio, fratello di Mila Schön, fondatore e direttore del giornale La Notte, è visitabile con l’intero archivio cartaceo delle pubblicazioni dal 1953 al 1990 del quotidiano milanese; nel Museo Lancia Martini sono esposte alcune vetture Lancia “Martini” vincitrici di numerosi titoli mondiali in circuito e nei rally.
Durante le Giornate Fai, all’interno dei locali della Confraternita della SS Trinità di Quargnento sarà allestita una esposizione di cartoline storiche del territorio con particolare attenzione alle foto del paese e ai cartelloni che raffigurano le varie fasi del restauro della chiesa.
Ancora a Quargnento nella chiesa di San Dalmazzo sarà possibile salire sul campanile cinquecentesco (altezza raggiungibile circa 20 metri) da cui, con il bel tempo, si vede Alessandria e l’arco del ponte Meyer. Inoltre, l’Associazione Campanari del Monferrato, che ha come obiettivo il recuperare e tramandare l’antico metodo di suonare le campane, eseguirà suonate manuali principalmente a festa, con il metodo chiamato “baudetta”.