Quante donne chiedono aiuto nella nostra provincia per situazioni di violenza?
Tre anni fa veniva costituita la Rete Antiviolenza della provincia di Alessandria. Venerdì 1 dicembre le istituzioni che ne fanno parte hanno fatto il punto della situazione. A raccogliere i dati è stato il Centro Studi Me.dea: "fondamentale per migliorare le politiche"
Tre anni fa veniva costituita la Rete Antiviolenza della provincia di Alessandria. Venerdì 1 dicembre le istituzioni che ne fanno parte hanno fatto il punto della situazione. A raccogliere i dati è stato il Centro Studi Me.dea: "fondamentale per migliorare le politiche"
PROVINCIA – Quante donne chiedono aiuto nella nostra provincia per situazioni di violenza? Chi sono? Dove vivono? A queste domande ha risposto l’incontro della Rete Antiviolenza della provincia di Alessandria che si è svolto venerdì 1 dicembre. Un incontro organizzato dalla Rete, a tre anni di distanza dalla propria istituzione, per fare il punto sulla violenza di genere in provincia.
A raccogliere i dati, dialogando con gli enti coinvolti nel fenomeno, è stato il Centro Studi di Me.dea: “La raccolta e l’analisi dei dati relativi al violenza non sono da considerarsi un mero esercizio matematico – ha spiegato Carlotta Sartorio responsabile del Centro Studi – ma ci permettono di fotografare e rendere evidente questa problematica e migliorare le politiche di intervento”.
Nella nostra provincia, nel solo 2016, sono stati registrati 965 accessi, donne vittime di violenza che una o più volte si sono rivolte a uno o più istituzioni della Rete Antiviolenza. Il 12,8% di questo valore è costituito da quelli che vengono definiti pluriaccessi, accessi a più di una delle Istituzioni della Rete o più volte alla stessa Istituzione.
Di questi accessi, il 68,5% è avvenuto attraverso le strutture sanitarie, un dato che evidenzia la drammaticità della situazione in cui si trovano molte delle donne che si rivolgono ai servizi della rete.
Donne che provengono per la maggior dall’alessandrino (il 43%) e dal casalese-valenzano (18,3%). Il 10,6% delle donne che si rivolge alla rete è residente nell’acquese-ovadese, nel novese il 13,6%, nel tortonese il 9,2%.
Quelle che nel 2016 si sono rivolte alla Rete sono donne prevalente di nazionalità italia (il 68,6%) e che hanno un’età tra i 35 e 54 anni, dato in linea con la media relativa ai “7 anni di relazione” che precedono ogni forma di denuncia (durante questo ventennio si instaurano le relazioni più importanti e durature). Anche tra le più giovani il fenomeno è presente (10,8% tra 18 e 24 anni) così come nella terza età (5% over 65).

Questi elementi permettono alla Rete, che si appresta a riproporre l’Accordo operativo per la formalizzazione degli interventi a favore delle donne vittime di violenza, di avviare una nuova progettualità, fatta di ulteriori spazi di accoglienza per le donne, di formazione per le operatrici e gli operatori dei servizi e delle istituzioni che si trovano ad entrare in contatto con donne vittime di violenza, di sinergia e coordinamento.
Obiettivo della Rete è migliorare l’omogeneità e l’efficacia delle procedure di intervento interistituzionale nelle fasi di accoglienza e assistenza alle vittime di violenza di genere, domestica e stalking sul territorio sia alessandrino che provinciale.