La svolta “bio” arriva anche in provincia con gli sportelli di Città del Bio
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
16 Novembre 2017
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La svolta “bio” arriva anche in provincia con gli sportelli di Città del Bio

L'associazione Città del Bio garantirà l'aperura di tre soprtelli informativi per illustrare le opportunità del Psr (piano sviluppo rurale) 2014-2020. Intanto diventa operativo il Biodistretto Sul d'Aleramo. “Al palo” quello del Giarolo

L'associazione Città del Bio garantirà l'aperura di tre soprtelli informativi per illustrare le opportunità del Psr (piano sviluppo rurale) 2014-2020. Intanto diventa operativo il Biodistretto Sul d'Aleramo. ?Al palo? quello del Giarolo

PROVINCIA – L’associazione Città del Bio gestirà anche in provincia di Alessandria tre sportelli informativi, in accordo con la Regione Piemonte, per illustrare a privati cittadini, imprenditori e associazioni le opportunità di sviluppo in campo agricolo fornite dal Psr (piano di sviluppo rurale) 2014-2020. I Psr sono fondi finanziati in parte dall’Unione Europea (al 60%) e in parte dalla stessa Regione (40%). Creare dei momenti di contatto reali tra i possibili fruitori dei fondi e le istituzioni è l’obiettivo dell’associazione Città del Bio, presieduta da Antonio Ferrentino, che è anche consigliere regionale. “L’associazione costruisce progetti territoriali volti allo sviluppo e valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche. Spesso i piccoli produttori hanno necessità di ‘fare filiera’ e di essere seguiti fino alla commercializzazione dei prodotti”, spiega Ferrentino.
Tutto nell’ottica di dare un contenuto alle intenzioni di mantenere la montagna come patrimonio del territorio. “La montagna deve essere presidiata ma occorre fornire servizi per chi sceglie di viverci. Altrimenti diventa una riserva per i turisti che arrivano dalal città”, è il concetto di fondo.
Altro obiettivo, correlato al primo, è il rafforzamento delle produzioni biologiche e lo sviluppo di nuove attività economiche “compatibili”.
Il Psr fornisce opportunità, che devono però essere colte e sviluppate a pieno.
Gli sportelli sono già attivi a Ponti e a Ponzone, nelle sedi municipali (orario da lunedì a venerdì dalle 9 alle 17 a Ponti e dalle 8 alle 14,30 a Ponzone). E’ in via di organizzazione quello di San Sebastiano Curone (per ora aperto il lunedì e il venerdì dalle 10 alle 18). Un operatore sarà a disposizione per fornire informazioni su bandi Psr e su altri bandi europei sempre inerenti allo sviluppo rurale.

Città del Bio aveva già fatto la sua comparsa sul territorio nel territorio dell’acquese dove è nata una associazione che riunisce trenta comuni, appartenenti all’ex comunità montana Suol d’Aleramo, e alcuni produttori di filetto baciato. Presieduta da Giuseppe Panaro, presidente dell’Unione di Comuni, si è costituita a giugno e promuove la produzione e la commercializzazione del filetto.

E’ fermo al palo, invece, il progetto per l’area del Giarolo (ex comunità montane Val Borbera e Curone):
l’idea sulla quale Città del Bio, allora presieduta dall’onorevole Massa, aveva lavorato era la promozione del salame nobile del Giarolo. Il progetto ha trovato però le resistenze dei produttori e degli amministratori locali. Se ne assume in parte le responsabilità il neo direttore Ferrentino che ammette: “siamo presenti in trenta biodistretti in tutta Italia e mai si era verificata una situazione analoga a questa”. Gli amministratori chiedevano infatti una maggiore trasparenza e la possibilità di condividere scelte con chi, sul territorio, già opera da tempo, ossia i produttori.

Nell’ambito del progetto, erano stati acquistati 400 maiali per la produzione del salame, allevati nella stalla di una cooperativa a Grondona. “Portati all’ingrasso, i maiali sono stati venduti. Oltre tutto come Città del Bio – dice Ferrentino – non abbiamo preso un solo euro. Anzi, diciamo che al momento siamo andati in perdita”. Tuttavia, il prossimo 20 novembre a Torino si incontreranno gli amministratori, il commissario per la liquidazione dell’ex comunità montana (che è un dirigente regionale), il Gal Giarolo Leader e Città del Bio con l’obiettivo di “riformulare” il progetto, già finanziato con i circa 900 mila euro che l’ex comunità montana avrebbe dovuto impiegare per realizzare piccole centraline idroelettriche.
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