Cinque milioni per la promozione del termalismo acquese
Passano gli ordini del giorno 'trasversali' per promuovere lo sviluppo del turismo termale e dell'Acquese. La Regione ci metterà i soldi, ma saranno Comune e Provincia a dover presentare dei progetti realizzabili su cui lavorare
Passano gli ordini del giorno 'trasversali' per promuovere lo sviluppo del turismo termale e dell'Acquese. La Regione ci metterà i soldi, ma saranno Comune e Provincia a dover presentare dei progetti realizzabili su cui lavorare
ACQUI TERME – Dei 9 miioni e mezzo incassati dalla vendita delle azioni delle Terme di Acqui la Regione Piemonte (che deteneva oltre l’80% della società per azioni) dovrà reinvestirne la metà sul territorio acquese per un programma che vada a promuovere il termalismo, e possibilmente tutto il Monferrato circostante.
Sono gli esponenti del Movimento Nazionale per la sovranità Botta e Vignale a ricordare con orgoglio l’impegno preso dalla Giunta piemontese, su loro input attraverso l’approvazione di una loro mozione: “Il governo regionale dovrà reinvestire una somma non inferiore ai 5 milioni di euro per sottoscrivere un accordo di programma entro 120 giorni con il Comune di Acqui e con la Provincia di Alessandria, finalizzato al rilancio del settore termale“.
Anche l’ordine del giorno dell’esponente MDP Ottria va in questa direzione: “La Regione Piemonte, l’amministrazione acquese e la Provincia, dovranno valutare e quantificare quali e quante saranno le risorse necessarie al rilancio del settore termale acquese, sulla base di progetti ben definiti e sostenibili dal punto di vista sociale ed economico“.
MNS chiede che la strategia sia fatta di concerto tra gli enti pubblici e le imprese alberghiere e commerciali del territorio, “per evitare che si commetta un nuovo errore come avvenuto con le modalità della vendita delle azioni del 2015”, chiosano gli esponenti del partito.