“Musiche in Mostra” alla Sala Santa Maria
Domenica 29 ottobre due colossi della classicità contemporanea, György Ligeti e Karlheinz Stockhausen, interpretati dal giovane pianista Francesco Pasqualotto e dalle fantasmagorie di Perspektive Philidor
Domenica 29 ottobre due colossi della classicità contemporanea, György Ligeti e Karlheinz Stockhausen, interpretati dal giovane pianista Francesco Pasqualotto e dalle fantasmagorie di Perspektive Philidor
ACQUI TERME – Per la XXXII edizione di Musiche in Mostra organizzata da Rive-Gauche Concerti, in sinergia con l’associazione Antithesis, l’universo sonoro di Stockhausen e Ligeti interpretato dal giovane virtuoso del pianoforte Francesco Pasqualotto incontra le inediti proiezioni del Perspektive Philidor, il duo di improvvisazione audiovisuale composto da Andy Rivieni (fantasmagorie) e Riipus (nastri magnetici) che si basa su fantasmagorie e suoni registrati. In programma i brani di due colossi della classicità contemporanea, tra le opere più visionarie e rappresentative del repertorio pianistico degli ultimi decenni. L’appuntamento è per domenica 29 ottobre alle 17 alla Sala Santa Maria (via Barone 3) con ingresso libero
Di György Ligeti, annoverato tra i più grandi compositori del XX secolo e noto al grande pubblico per le colonne sonore dei film di Stanley Kubrick “2001: Odissea nello spazio”, “Shining” e “Eyes Wide Shut”, si ascolteranno le sue prime e le sue ultime composizioni. Musica Ricercata del 1951-1953 comprende in totale 11 pezzi. Il primo usa quasi esclusivamente una nota, il “la”, ascoltato in molteplici ottave; solo alla fine del brano si sente una seconda nota, il “re”. Il secondo brano è formato da tre note, il terzo da quattro e così via, fino all’undicesimo brano dove sono presenti tutte le dodici note della scala cromatica. Gli “Studi per pianoforte” del 1985-1994 rivelano, invece, il suo interesse per gli aspetti ritmici della musica dell’Africa e nascono da fonti diverse, come il gamelan, i poliritmi africani, il lavoro di ricerca di Béla Bartók e la musica del pianista jazz Bill Evans.
Di Karlheinz Stockhausen, pioniere della musica elettronica e tra i maggiori musicisti contemporanei, si ascolterà uno dei suoi brani più iconici, il Klavierstück IX, forse quello tra gli undici Klavierstücke composti tra il 1952 e il 1961 che più si imprime nella memoria di chi lo abbia ascoltato anche una sola volta. Una sovrapposizione accordale formata da due quarte eccedenti si ripete all’inizio per decine e decine di volte, sempre con progressive inflessioni dinamiche che generano, a dispetto dell’immobilità delle altezze, una percezione motoria impressionante. Chiudono il programma i Preludi di Claude Debussy dalla notevole complessità strutturale che richiede un’estrema padronanza della tecnica pianistica.
György Ligeti (1923-2006), Musica ricercata (1951-53): Sostenuto, Misurato, Prestissimo – Mesto, rigido e cerimoniale – Allegro con spirito – Tempo di valse, poco vivace (à l’orgue de Barbarie) – Rubato. Lamentoso – Allegro molto capriccioso – Cantabile molto legato – Vivace ed energico – Béla Bartok in memoria. Adagio, Allegro Maestoso – Vivace capriccioso – Omaggio a G. Frescobaldi. Andante misurato e tranquillo
Karlheinz Stockhausen (1928-2007), Klavierstück IX (1954, rev. 1961)
György Ligeti (1923-2006), Da “Studi per pianoforte – Vol. I” (1985): Desordre – Touches bloquées
György Ligeti (1923-2006), Da “Studi per pianoforte – Vol. II” (1988-1994): Galamb borong – Der Zauberlehrling – En suspens – L’escalier du diable
Achille-Claude Debussy (1862-1918), Da “Preludi – Il libro” (1912-13): Brouillards – Feuilles mortes – Hommage à S. Pickwick Esq. P.P.M.P.C. – Feux d’artifice