E’ polemica sul piano di abbattimento di mille caprioli. Gli agricoltori si schierano con la Provincia
Circa mille caprioli in esubero in provincia di Alessandria. E' un problema non solo per gli agricoltori, che hanno subito danni pesanti,ma anche per la sicurezza stradale. A sostenerlo è il neo presidente della Provincia Gianfranco Baldi che nei giorni scorsi ha inviato la richiesta alla Regione e all'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) di attivare un piano di abbattimenti straordinario
Circa mille caprioli in esubero in provincia di Alessandria. ?E' un problema non solo per gli agricoltori, che hanno subito danni pesanti,ma anche per la sicurezza stradale?. A sostenerlo è il neo presidente della Provincia Gianfranco Baldi che nei giorni scorsi ha inviato la richiesta alla Regione e all'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) di attivare un piano di abbattimenti straordinario
PROVINCIA – Circa mille caprioli in esubero in provincia di Alessandria. “E’ un problema non solo per gli agricoltori, che hanno subito danni pesanti,ma anche per la sicurezza stradale”. A sostenerlo è il neo presidente della Provincia Gianfranco Baldi che nei giorni scorsi ha inviato la richiesta alla Regione e all’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) di attivare un piano di abbattimenti straordinario. “Non c’è nessuna mattanza. Non vado a caccia e amo gli animali. Chiedo solo che venga applicata una legge per risolvere un problema esistente”, aggiunge Baldi, in riferimento alla presa di posizione dell’onorevole Manuela Reppetti che chiede, invece, alla Regione, di non autorizzare il piano di abbattimento.
Con il presidente della Provincia si sono schierati anche gli agricoltori:
Per la Cia di Alessandria, Gian Piero Ameglio, presidente provinciale spiega: “La presa di posizione del presidente Baldi conferma adesso che la nostra Organizzazione è riuscita a spiegare le motivazioni di preoccupazione e di necessità degli imprenditori agricoli, data la mancata gestione degli animali selvatici. Inoltre, la presenza ingovernata è anche un serio problema all’incolumità pubblica e alla sicurezza stradale”.
Aggiunge Daniela Ferrando, imprenditrice vitivinicola associata alla Cia di Acqui Terme: “Premesso cheOltre agli incidenti stradali e ai danneggiamenti alle produzioni agricole, le aziende si trovano spesso a dover cessare l’attività, chiudendo oppure estirpando i vigneti, a causa della mancanza di reddito, provocata dai danni dei selvatici. Se non si interviene, soprattutto nelle aree di Ovada e Acqui Terme, la tendenza sarà tornare all’imboschimento e abbandonare la tutela del nostro paesaggio”.

“Abbiamo intrapreso negli anni passati parecchie azioni per sensibilizzare la Regione, la Provincia e gli Atcper contenere cinghiali e caprioli, quali raccolte firme, sit-in di protesta e incontri con i Sindaci dei 192 Comuni interessati. Chiediamo con forza azioni preventive perché la situazione è davvero grave” commenta il presidente di Confagricoltura Alessandria, Luca Brondelli.
Infatti, sono praticamente senza sosta le segnalazioni di danni su orticole, mais, frutta e viti che arrivano ogni giorno da parte degli agricoltori ai tecnici dell’Associazione agricola.
Già questa estate l’Organizzazione degli imprenditori aveva fatto presente all’opinione pubblica che a causa della persistente siccità, unita alla maturazione precoce delle uve, questi animali assetati, non trovando facilmente l’acqua, si cibavano dell’uva matura, causando gravi danni.
“Questo piano straordinario provinciale non è una novità. In provincia di Asti è già stato applicato ed attuato da 8 Comuni nei mesi scorsi, risolvendo in buona parte i problemi perché si sono prelevati gli animali dove non avrebbero dovuto esserci. Ci auguriamo che gli Amministratori locali non si facciano spaventare dalle polemiche sterili di questi giorni e che attuino le azioni di contenimento degli ungulati” conclude il Presidente.