A Papa Francesco i doni dell’accoglienza in provincia
All'incontro con Papa Francesco in occasione della Giornata nazionale per le vittime dellimmigrazione anche Maramao e Terre di Monale, due delle esperienze nate in provincia dall'accoglienza dei migranti
All'incontro con Papa Francesco in occasione della Giornata nazionale per le vittime dellimmigrazione anche Maramao e Terre di Monale, due delle esperienze nate in provincia dall'accoglienza dei migranti
ROMA – Guardare a città accoglienti ed inclusive è il messaggio lanciato da Papa Francesco nel corso dell’incontro che il Santo Padre ha avuto con l’Anci e la rete degli Sprar territoriali sabato 30 settembre.
Durante l’udienza papale quattro sono stati gli Sprar in rappresentanza della rete locale che hanno omaggiato il Santo Padre con doni realizzati dai rifugiati e richiedenti asilo in accoglienza, alcuni dei quali erano presenti anche all’incontro. I beneficiari dell’Atelier Nuele hanno donato al Papa una stola realizzata a mano proveniente dal laboratorio di sartoria Nuele dello Sprar di Santorso che realizza prodotti con tessuti di alta qualità avanzati dalle lavorazioni di aziende locali. Alla produzione di borse è stata recentemente affiancata anche quella di abiti sartoriali, prodotti unici che all’eleganza contemporanea intrecciano speranze e progetti di vita. Non a caso “nuele” in lingua kiswaili significa “treccia”.
Mentre dalla cooperativa vitivinicola Maramao, che nasce in seno allo Sprar di Alessandria, è stato preparato per il Papa un cesto con alcuni prodotti di loro produzione come vino, nocciole e marmellate per la cui preparazione sono stati coinvolti anche i beneficiari. Maramao nasce come impresa agricola sociale che coltiva i terreni in modo biologico coinvolgendo richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale ospiti dei progetti Sprar della provincia di Alessandria e di diversi comuni piemontesi.

E’ stato infine donato al Papa un turbante realizzato dalle donne rifugiate dello Sprar di Latina. La creazione nasce all’interno dell’Atelier Acanthus, che punta ad offrire alle donne in accoglienza una nuova opportunità di crescita e formazione attraverso la realizzazione di capi ed accessori di alta sartoria con un’attenta selezione delle materie prime impiegate.
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