Acqui si arrende, le quote delle Terme vanno cedute. “Vigileremo lo stesso”
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
28 Settembre 2017
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Acqui si arrende, le quote delle Terme vanno cedute. “Vigileremo lo stesso”

Il Comune di Acqui vuole mantenere una piccola partecipazione nelle Terme per vigilare sull'operato dei privati, e rispettare il più possibile il Decreto Madia che impone ai Comuni di sbarazzarsi delle partecipate non essenziali e in perdita

Il Comune di Acqui vuole mantenere una piccola partecipazione nelle Terme per vigilare sull'operato dei privati, e rispettare il più possibile il Decreto Madia che impone ai Comuni di sbarazzarsi delle partecipate non essenziali e in perdita

ACQUI TERME – Hanno valutato ipotesi, cercato interpretazioni alla legge, richiesto pareri tecnici in Comune e al di fuori. Ma niente, tutti gli interpellati hanno risposto alla stessa maniera: il Comune di Acqui Terme deve vendere le sue quote delle Terme. Lo impone il Decreto Madia sulle partecipate non indispensabili e ripetutamente in perdita economica. Le Terme di Acqui s.p.a. rispondono ad entrambi i ‘requisiti’: non essenziali per i servizi comunali e quattro bilanci su cinque in deficit. 

La legge fissa parametri di valutazione molto rigidi e dispone sanzioni in caso di inadempimento.

“Il Decreto Madia non lo condivido, ma non posso ignorarlo”, commenta il sindaco della città termale Lorenzo Lucchini. “La soluzione che adotteremo per salvaguardare le casse comunali da eventuali sanzioni e rispettare la legge sarà quella di cedere le quote, tentando di mantenere una piccola parte che ci consentirà ugualmente di vigilare sull’operato della maggioranza societaria in modo non troppo dissimile da come avviene oggi con il 15,7%”

Come si dice, non è d’accordo ma si adegua, cercando di non far perdere troppo alle casse comunali. “Le risorse sono esigue e non possiamo metterle a disposizione di un privato senza avere sostanzialmente alcun potere decisionale sull’uso che ne farebbe. Partendo dal presupposto che il Decreto Madia ci impone di dismettere, il lato positivo è che il vantaggio economico, anche in previsione di minori perdite, ricadrà sull’intera città”.

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