Accoglienza richiedenti asilo e rifugiati da manuale
Gli SPRAR dei Comuni di Alessandria e Canelli inseriti tra le buone pratiche rapporto annuale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. L'apiario di Cambalache e la stratup Maramao, sostenuti da Fondazione SociAL, due esperienze da diffondere
Gli SPRAR dei Comuni di Alessandria e Canelli inseriti tra le buone pratiche rapporto annuale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. L'apiario di Cambalache e la stratup Maramao, sostenuti da Fondazione SociAL, due esperienze da diffondere
SOCIETA’ – Alessandria e l’astigiano fanno scuola per quel riguarda il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR). L’atlante annuale per l’anno 2016 diffuso dal Ministero dell’Interno riporta, infatti, l’esperienze dell’Associazione alessandrina Cambalache e della cooperativa acquese CrescereInsieme come fiori all’occhiello del panorama nazionale.
E’ così che che, nelle ultime pagine del rapporto annuale, si raccontano le storie del progetto Bee My Job attivato ad Alessandria e dell’impresa agricola Maramao avviata a Canelli, entrambi sostenuti da Fondazione SociAL.
Bee my job è un progetto che parte da tre parole chiave: “accoglienza, formazione e lavoro” rendendo partecipi della vita della comunità locale non solo i beneficiari dello SPRAR di Alessandria e del CAS ma anche gli stessi cittadini. Coinvolge le aziende apistiche, ma anche i cittadini, le scuole e i gruppi associativi. I ‘nuovi’ apicoltori formati e inseriti nelle aziende organizzano incontri di apididattica nell’apiario urbano, installato presso il Forte Acqui, aperti a tutta la cittadinanza.
Le attività di formazione professionale, che si sono svolte nei mesi di febbraio e marzo 2017, sono state realizzate in collaborazione con Enaip, Aspromiele e Coldiretti con il sostegno economico della Fondazione CRT, della Fondazione SociAL e del POR Regione Piemonte, e hanno coinvolto otto beneficiari dello SPRAR del Comune di Alessandria.
“A seguito della formazione sono stati attivati ventiquattro tirocini di inserimento e reinserimento lavorativo in
aziende apistiche e agricole dislocate nelle regioni Piemonte, Lombardia, Liguria e Puglia. Tra i beneficiari dello SPRAR del Comune di Alessandria, in cinque sono stati inseriti in aziende esterne e due in Cambalache” racconta la responsabile a testimonianza del successo del progetto.
Una iniziativa che ha visto grande interesse e numerose richieste anche da parte delle aziende, tanto che
“l’opportunità di accedere ai tirocini è stata estesa anche a chi non ha avuto modo di frequentare il corso”.
L’apiario urbano, nato nel 2015 nel corso della prima edizione del progetto, oggi è costituito da dieci arnie dove, oltre alla produzione del miele, si organizzano incontri di apididattica tra richiedenti asilo, cittadini, scuole e associazioni.
“Quelle dieci casette colorate ci ricordano ogni giorno che, quando il proprio habitat naturale è attaccato da agenti esterni, si può ricominciare a vivere in ambienti diversi”, sottolineano i promotori.
“Bee My Job” ha vinto la seconda edizione del premio “Sterminata Bellezza”, promosso da Legambiente, Comieco, Consiglio degli Architetti e Symbola.

L’esperienza della startup agricola ha ricevuto lo scorso anno il premio Arrigoni, in memoria di Francesco Arrigoni, giornalista bergamasco e primo direttore del Seminario Veronelli prematuramente scomparso nel
2011, come migliore pratica per l’integrazione e l’inclusione sociale sul territorio.
“Il Comitato Francesco Arrigoni ha scelto di valorizzare il progetto dei ragazzi di Maramao perché la loro esperienza dimostra che è possibile ideare e realizzare con successo una cooperativa strettamente legata alla terra, che è di tutti e dove tutti hanno o dovrebbero avere il diritto, riconosciuto, di lavorare e vivere
con dignità”, questa la motivazione della giuria. Ma l’esperienza di Maramao non si è fermata qui. Un passo importante è stato compiuto nell’aprile del 2016 quando la startup è diventata una società cooperativa agricola sociale che conta – al momento della fondazione – dieci soci, tra essi ci sono ‘solo’ cittadini del mondo, di cui alcuni italiani e altri richiedenti o titolari di protezione internazionale.
“Obiettivo – come ricordano i responsabili del progetto – non è solo produrre cose buone, in maniera sana e biologica, attraverso un lavoro giusto nei nostri orti, vigne, noccioleti” ma anche e soprattutto “sta a cuore la formazione di chi lavora a Maramao e di chi viene a trovarci”. Attraverso il lavoro della cooperativa si punta inoltre, come stabilito nello statuto della stessa, a dare assistenza per l’attuazione di tecniche colturali per il miglioramento della produzione agricola locale; sostenere e valorizzare i prodotti del territorio nonché il patrimonio rurale e forestale e svolgere attività educative, formative e didattiche volte anche a sensibilizzare sul tema dell’integrazione e dell’accoglienza coinvolgendo rifugiati e cittadini.
Maramao il 27 maggio 2017 ha festeggiato anche un altro importante traguardo con l’apertura della bottega della cooperativa, un punto vendita dove poter acquistare i prodotti locali: dalle farine alle marmellate bio fino alle nocciole IGP Piemonte e ai vini, i nuovi arrivati in casa Maramao.