Il turismo possibile di una provincia frammentata
I numeri relativi ai flussi sono incoraggianti, la presenza straniera è robusta e diffusa, ma la mancanza di una regia globale e le differenze fra i territori rendono sempre difficile una politica omogenea di promozione soprattutto sul fronte internazionale
I numeri relativi ai flussi sono incoraggianti, la presenza straniera è robusta e diffusa, ma la mancanza di una regia globale e le differenze fra i territori rendono sempre difficile una politica omogenea di promozione soprattutto sul fronte internazionale
ECONOMIA – Quale turismo per la provincia di Alessandria? I numeri non spiegano tutto. Anzi. Tendono a volte a confondere perché sono usati a sostegno di questa o quella tesi, di questo o quel territorio, di una politica di promozione a volte autoreferenziale e basta. Gli eventi, i musei, i percorsi (da quelli naturalistici e quelli enogastronomici) continuano a non essere né integrati fra loro, né promossi all’interno di un progetto unico. Fra le competenze della Regione Piemonte e il farraginoso riordino delle Agenzie turistiche locali (quella alessandrina è Alexala), il risultato è una promozione un po’ confusa dove ai passi in avanti effettivamente compiuti, si affiancano zone d’ombra e una scarsa incisività delle azioni di valorizzazione che continuano a dipendere ancora troppo dalle capacità dei singoli. Basta analizzare l’informazione trasmessa alle testate giornalistiche o la comunicazione che viaggia sui social network per scoprire con facilità come il vicino astigiano sia più vivace su questo fronte. Non che abbia di più dell’Alessandrino, solo è più bravo nel mettersi in mostra. C’è poi l’uso del web a fare la differenza. Per gli stranieri è un normale strumento per conoscere e pianificare un viaggio. E i risultati si vedono, a primo luogo nelle imprese che hanno investito su internet.
Il quadro globale
I turisti italiani, nel 2016, hanno scoperto il Piemonte, trainando il settore. È quanto emerge dai dati elaborati dall’Osservatorio turistico regionale. Analizzando i territori, in termini assoluti le Atl (azienda turistica locale) di Torino e provincia e del Distretto dei Laghi si confermano come le più attrattive, registrando rispettivamente 6 milioni e 800mila e oltre 3 milioni e 400mila pernottamenti. Delle nove Atl regionali a registrare le migliori performance di crescita del 2016 sono state quella di Langhe e Roero (+9,6 per cento di arrivi e +7,4 di presenze) e quella di Asti (+11,3 di arrivi e +8,7 di presenze) che in termini numerici, rispettivamente, significano 288.076 arrivi e 658.933 presenze nel 2015 e 315.819 arrivi e 707.420 presenze l’anno scorso, 132.734 e 320.888 nel 2015 e 147.668 e 348.790 nel 2016. Crescita inferiore per la provincia di Alessandria, ma con numeri comunque robusti: nel 2015 gli arrivi sono stati 312.737 saliti a 323.136 l’anno scorso (+3,3 per cento) e le presenze sono passate da 684.575 a 709.640 (+3,7 per cento). A fronte dell’incremento del mercato italiano, il 2016 ha registrato una flessione dei mercati esteri. I flussi internazionali hanno comunque registrato il secondo miglior risultato degli ultimi dieci anni, con oltre 1 milione 800mila arrivi e 5 milioni e 800mila presenze. I dati indicano una flessione di alcuni mercati, in particolare Germania, che rimane comunque il primo mercato estero per il Piemonte, Francia e Regno Unito. Crescono invece i flussi dai Paesi del nord Europa: il primo, per percentuale di incremento, è il Benelux con +19 per cento di arrivi e +17 per cento di presenze, segue la Svizzera, con +13 per cento di arrivi a +14 di presenze, e la Scandinavia (+5 arrivi e +2 presenze).
I numeri alessandrini

Così sul territorio
Sono 41 i Comuni dove la presenza di strutture e di un sufficiente numero di posti letto assicura una buona capacità ricettiva che va dalle 1.030 presenze di Serralunga di Crea alle 166.004 di Acqui Terme (Alessandria è al secondo posto con 121.333), mentre gli altri Comuni oscillano dalle 967 presenze di Cavatore alle 169 di Cerrina Monferrato. La statistica regionale registra i numeri, ma non consente, in questo caso, di analizzare il fenomeno delle presenze per tipologie. In alcune realtà ha infatti in peso anche rilevante il turismo di affari, mente in altre zone la presenza di un certo numero di posti letto corrisponde però a una profonda frammentazione delle strutture che non favorisce una promozione più omogenea del territorio. La provincia presenta un quadro profondamente diversificato, a partire dalla zona del Novese dove l’insediamento dell’Outlet ha cambiato radicalmente l’economia dell’accoglienza e del turismo in tutta l’area (“La parola agli albergatori”).
Fra vino e biciclette

Musei e storia

Street food e fortezze varie
