La trasformazione culturale dagli anni ’70 al “Fertility Day”
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La trasformazione culturale dagli anni ’70 al “Fertility Day”

Sul finire degli anni 70 del secolo scorso, in Italia si sviluppò una profonda trasformazione culturale che incise sulla sfera dei “ rapporti privati” ed in modo particolare sulla struttura dei rapporti all’interno della famiglia. Il 22 settembre 2016 avremo, invece, il “Fertility day” deciso e voluto dal ministro della Salute oggi in carica...

Sul finire degli anni 70 del secolo scorso, in Italia si sviluppò una profonda trasformazione culturale che incise sulla sfera dei ? rapporti privati? ed in modo particolare sulla struttura dei rapporti all?interno della famiglia. Il 22 settembre 2016 avremo, invece, il ?Fertility day? deciso e voluto dal ministro della Salute oggi in carica...

 OPINIONI – Sul finire degli anni 70 del secolo scorso, in Italia si sviluppò una profonda trasformazione culturale che incise sulla sfera dei “ rapporti privati” ed in modo particolare sulla struttura dei rapporti all’interno della famiglia. Cambiarono e si trasformarono modelli comportamentali, relazioni fra uomo e donna anche nelle modalità di espressione emotivo-sentimentale, rapporti e relazioni sessuali, rapporti e relazioni fra adulti ed infanzia. Ed, infine, questi rivolgimenti ebbero certamente una ridefinizione nei e sui rapporti fra individuo-famiglia-stato. Forse è bene ricordare che la famiglia intesa come istituzione e struttura sociale e come agente di mediazione fra il Pubblico ed il Privato è stata ed è tuttora centro di sollecitazione e tensione e che lo stesso sistema giuridico è stato ed è contemporaneamente investito da questi mutamenti e queste trasformazioni.

Questi cambiamenti socio-culturali hanno anche prodotto una crescente sensibilità e consapevolezza sui temi connessi alla riproduzione sociale,sempre anche in ambito giuridico. Non ultimo sappiamo quanto il dibattito in ambito politico sul tema della famiglia, sia stato acceso, aspro e sovraccaricato dal punto di vista ideologico-culturale, alcuni esempi : divorzio,interruzione volontaria di gravidanza per arrivare alla legge n. 76 del 2016.

La transizione demografica ad alta natalità con alta mortalità infantile ad una bassa fecondità associata ad una bassa mortalità infantile, si è andata via via più compiendo anche nel nostro Paese fin dagli anni 80 del ‘900, risultando modificata la propensione ad avere più figli ed essendosi diffuse le politiche di controllo consapevole e volontario delle nascite. Voglio ricordare che in Italia l’art. 553 c.p. disponeva che “ chiunque pubblicamente incita a praticare contro la procreazione e fa propaganda a favore di esse è punito con la reclusione fino a un anno o la multa fino a lire quattrocentomila”. Solo nel 1971 la Corte costituzionale ( sent. n. 49) ne dichiara la illegittimità. Dopo quattro anni veniva approvata la legge sui consultori familiari, fortemente voluta dal movimento delle donne e discussa lungo il suo iter in migliaia di assemblee partecipate in tutt’Italia perché così era la partecipazione popolare ed il ruolo istituzionale delle assemblee elettive ( leggasi parlamento e ruolo dei parlamentari).

Il 22 settembre 2016 avremo, invece, il “Fertility day” deciso e voluto dal ministro della Salute oggi in carica, per richiamare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica sul tema della fertilità e della sua protezione (dal sito del Ministero della Salute). Accanto a queste parole ed al solito uso della lingua inglese per la nomina di una nuova celebrazione (celebration) sintomo di un complesso di inferiorità e di subordinazione all’”imperialismo” linguistico anglosassone che francamente è spaventosamente patologico, ci sono naturalmente slogan (parola d’ordine, motto) ed immagini (images) che sembrano voler insistere su un concetto breve ma chiaro: le donne italiane non sanno che i figli vanno fatti entro una certa età!

Sul web impazzano prese di posizione varie, numerose delle quali ricordano il 1927 quando Mussolini istituì la tassa sul celibato ed il premio di fertilità alle italiane (regolarmente sposate) e costituenti una numerosa famiglia. La simpatica Francesca Fornario (Il Manifesto del 1° settembre) suggerisce al ministero dell’Ambiente di istituire l’Earth Rotation Day per informare quanti lo ignorano che la terra si muove intorno al sole.

A parte le freddure ed i sollazzi, sarebbe opportuno che quelle donne fertili o meno, giovani o in menopausa che siedono nelle istituzioni dal parlamento ai consigli di quartiere, ossia che ricoprono una carica istituzionale spiegassero al ministro Lorenzin quanto sia difficile oggi garantire ai cittadini le cure sanitarie, come da Costituzione dovute, sia in ospedale che sul territorio perché con la mission ( missione) dei tagli non selettivi (not selectiv) ma (but) brutali (brutal) gestiti dai managers (dirigenti) che hanno come obiettivo il budget (bilancio) si arriva solo alla conquista del premio di produzione (business bonus) dei suddetti direttori!

E adesso che l’ho buttata sul qualunquismo vorrei concludere davvero sollecitando le donne che nelle istituzioni sono un’importante presenza di non dimenticarsi delle donne e tentare di ristabilire un po’ di sana serietà sul ruolo sociale della maternità e paternità responsabile, senza slogan e contributi di pubblicitari più o meno creativi,ma tornare a fare politica per le donne, fra le donne, con le donne con la consapevolezza del contesto sociale ed economico nel quale stiamo vivendo, con la necessaria concretezza nell’affrontare i problemi di oggi con un respiro lungo e con una pratica etica rivolta al progresso sociale di tutti e per tutti.

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