Il diritto minorile è il “diritto dei diritti del minore”
Speriamo che il parlamento, prima di fare una nuova legge sulle adozioni, si appresti alacremente ad unattenta riflessione su tematiche così complesse perché non si tratta di mettere una pezza alla Cirinnà, ma se si prende in mano complessivamente la tematica, forse si dovrebbe partire dal diritto minorile.
Speriamo che il parlamento, prima di fare una nuova legge sulle adozioni, si appresti alacremente ad un?attenta riflessione su tematiche così complesse perché non si tratta di mettere una pezza alla Cirinnà, ma se si prende in mano complessivamente la tematica, forse si dovrebbe partire dal diritto minorile.
OPINIONI – Lunedì 1° marzo ho seguito per un po’ la trasmissione televisiva 8 e mezzo, condotta da Lilli Gruber, gli ospiti erano Roberto Speranza della c.d. sinistra Pd e due giornalisti, Beppe Severgnini e Alessandro Sallusti. Il tema era la Sinistra Pd e la sua fiera richiesta di un congresso straordinario per la verifica della linea politica, dopo i voti di quel campione di trasparenza che si chiama Verdini al ddl Cirinnà.Il giovane Speranza (classe 1979 ), già capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati, carica dalla quale si dimise in dissenso con la decisione del Governo Renzi di porre la fiducia sulla nuova legge elettorale, ha espresso la sua convinzione circa questa necessità perché troppe sono le cose che non vanno nel suo partito esempi ultimi i voti di Verdini, appunto, e soprattutto la mancata approvazione dell’articolo del ddl su citato relativo alla stepchild adoption. E , quindi come da rito ormai, non ha mancato di ribadire anche lui solennemente la necessità di una urgente, indifferibile, radicale e veloce riforma sulla materia relativa alle adozioni perché: “non è giusto che tanti bambini restino negli orfanotrofi !” concludendo, sentenziò con enfasi. Poco gloriosa gaffe in diretta da parte del giovane dirigente Pd parlamentare con un dottorato in Storia.
Infatti la Storia ci dice che gli orfanotrofi sono stati aboliti in Italia, di ciò il giovane Speranza è stato informato in diretta, con cortesia lombardo-milanese dal giornalista Severgnini. Ora speriamo che il parlamento, prima di fare una nuova legge sulle adozioni, si appresti alacremente ad un’attenta riflessione su tematiche così complesse perché non si tratta di mettere una pezza alla Cirinnà, ma se si prende in mano complessivamente la tematica, forse si dovrebbe partire dal diritto minorile.
In dieci anni dal 2004 al 2014 le domande per le adozioni nazionali sono calate da oltre 13.700 a 9.657 e le sentenze di adozioni superano di poco il migliaio l’anno, naturalmente stiamo parlando di adozioni per le coppie eterosessuali. Nel 2014 a fronte di questi 1.400 minori dichiarati adottabili, le adozioni sono state 1072. Questi dati riguardano le adozioni nazionali e per quanto riguarda le adozioni internazionali possiamo anche qui verificare un calo, ma i dati sono fermi al 2013, anno in cui si è registrato un -9% rispetto al 2012 che era già diminuito del-22%. L’adozione internazionale è in calo anche in altri paesi europei come Norvegia, Spagna, Francia.
I dati che ci fornisce l’Istat e il Garante dei Minori palano di 19.245 minori in comunità, il 57,20% è costituito da giovani minori fra i 14 e i 17 anni ed il 73,5% è residente in comunità da più di 24 mesi. La maggioranza di questi minori non sono in stato di adottabilità.
Solo negli ultimi 3 decenni del ‘900, l’ordinamento giuridico del nostro Paese ha riconosciuto che anche il minore è titolare di un’ampia gamma di diritti. Solo negli anni ’60 del ‘900 si è cominciato a parlare di un diritto minorile, tentando di elaborare un compiuto sistema giuridico, collegando fra loro diverse e a volte contraddittorie norme.
Io mi auguro che il Parlamento voglia ricordare che a lungo il minore (termine che sottolinea una condizione di minorità umana e di assoluta incompiutezza e dipendenza da altri) è stato percepito più come un essere che solo attraverso un percorso educativo diviene persona, che come una persona umana già esistente e quindi portatrice di esigenze autonome e peculiari che devono trovare risposte materiali e morali.
Il pericoloso bisogno di scatenare sui più piccoli le proprie onnipotenze adulte, poi, è sempre presente.
Il diritto minorile, come ricordava Dogliotti tanti anni fa, è il “diritto dei diritti del minore”, ossia i diritti del minore assumono una particolare connotazione in relazione ad un soggetto che si trova in condizioni di debolezza e perciò meritevole necessariamente di una particolare considerazione e di uno specifico sostegno per facilitare il suo sviluppo e progressivo ingresso sociale, ossia in definitiva vivere.
Augurando al Diritto Italiano che la parola stepchild adoption non venga più usata e quindi evitando di dimostrare una soggezione verso la lingua inglese francamente inconcepibile ed imbarazzante, è inutile negare che si arriverà a discutere sull’adozione per le coppie omosessuali e piaccia o non piaccia anche per quelle coppie omosessuali o meno o singole persone che sono ricorse a maternità surrogate.
Aggiungerei che sarebbe molto utile riflettere anche sul mercato del seme che ormai ha una forte diffusione. Entriamo, qui, con un’altra porta aperta dalla ricerca genetica e dall’uso umano e commerciale come quello della cosiddetta “sex selection”e del cosiddetto “genome editing” strumento che offre agli scienziati la possibilità di introdurre mutazioni nei geni o correggerle ed il Regno Unito si appresta ad utilizzare questa metodica per combattere l’infertilità.
Sono partita dalla gaffe del giovane Speranza e mi scuso per essermi dilungata tanto, ma mi preme sottolineare come sia necessario un pacato e complesso ragionamento per raggiungere obiettivi legislativi seri .Un altro parlamentare con look azzimato, ha esplicitato la sua linea politico-parlamentare invocando, tanto per cambiare, lo strumento del referendum per l’adozione aperta alle coppie omosessuali… E voi capite che se questo è il parterre culturale sul quale ci si incammina, Dio salvi la Regina!
Ed infine davvero, ricordiamoci che la famiglia è una categoria concettuale e che la famiglia è un’articolazione e un portato della società e non che la società è uno sviluppo della famiglia.