Acqui Calcio a rischio chiusura per 8500 euro. E i debiti non finiscono qui…
La difficile situazione è stata illustrata durante una riunione dell'autogestione, nel tardo pomeriggio di martedì 16 all'Ottolenghi, per bocca del ds Camparo e del dg Ratto. 8500 euro per il mancato pagamento di 4 giovani provenienti dall'Asti più 3000 da versare al Comune per l'utilizzo dell'Ottolenghi e del Barisone
La difficile situazione è stata illustrata durante una riunione dell'autogestione, nel tardo pomeriggio di martedì 16 all'Ottolenghi, per bocca del ds Camparo e del dg Ratto. 8500 euro per il mancato pagamento di 4 giovani provenienti dall'Asti più 3000 da versare al Comune per l'utilizzo dell'Ottolenghi e del Barisone
ACQUI TERME – Nuovi problemi finanziari in casa dell’Acqui, e stavolta la grana è di quelle che potrebbero risultare decisive per il campionato dei bianchi, che rischia addirittura la chiusura anticipata. La difficile situazione è stata illustrata durante una riunione dell’autogestione, nel tardo pomeriggio di martedì 16 all’Ottolenghi, per bocca del ds Camparo e del dg Ratto.
Tutto nasce dal mancato pagamento di alcuni premi di preparazione che la società avrebbe dovuto erogare all’Asti dopo l’acquisto di 4 giovani: Andrea Porazza, Luca Mecca, Lorenzo Menescalco e Raffaele Asta (in tutto si parla di 8500 euro). I fatti risalgono alla gestione 2014-15 quando la società termale era guidata dal presidente Pier Giulio Porazza (foto in basso), ma i costi sul piano contabile spetterebbero all’attuale dirigenza, che ha rilevato la gestione in estate, assumendo oneri e onori. Il condizionale è d’obbligo, perchè (senza dimenticare che il presidente Sante Groppi è di fatto stato esautorato due mesi fa) Camparo e Ratto hanno fatto presente che questo debito non sarebbe stato comunicato in sede di passaggio della proprietà.

Ma le preoccupazioni non finiscono qui: infatti, i dirigenti hanno contestualmente dato notizia anche di un imminente accertamento che la SIAE ha ritenuto di compiere su tutta la gestione a partire dal 2013. “I documenti sono già stati acquisiti, aspettiamo la Guardia di Finanza”, ha laconicamente chiosato Ratto. C’è, inoltre, anche un problema di saldo per quanto riguarda la convenzione che la società ha stipulato con il Comune per l’utilizzo dei campi “Ottolenghi” e “Barisone”. L’Acqui dovrebbe versare al Comune 3000 euro annui. “Abbiamo qui una lettera del Comune, risalente alla scorsa estate, che attesta il mancato pagamento da parte della gestione Porazza della cifra relativa alla stagione 2014-15”. Era stato lo stesso ex presidente a trovare l’accordo con il Comune per la gestione dei campi. Infine, anche alcuni ex dipendenti della società nella stagione 2014-15 sarebbero in procinto di rivolgersi a vie legali per incassare alcuni stipendi mai percepiti a fronte di un regolare contratto. Non c’è pace sotto la Bollente, ma la priorità sono comunque gli 8500 euro da reperire entro il 28 febbraio. Altrimenti si chiude.