L’Acquese e la corilicoltura: incontro per capire le potenzialità
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
5 Febbraio 2016
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L’Acquese e la corilicoltura: incontro per capire le potenzialità

Questa mattina all’Auditorium “San Guido” ad Acqui Terme incontro organizzato da Coldiretti per discutere dell’accordo di filiera con la Novi e l’impegno a realizzare nuovi progetti

Questa mattina all’Auditorium “San Guido” ad Acqui Terme incontro organizzato da Coldiretti per discutere dell’accordo di filiera con la Novi e l’impegno a realizzare nuovi progetti

ACQUI TERME – Un nuovo importante appuntamento questa mattina per il settore corilicolo alessandrino che ha visto molti imprenditori della zona di Acqui Terme prendere parte alla riunione che si è svolta all’Auditorium “San Guido”.

Relatori il presidente di Zona Coldiretti Bruno Roffredo, il segretario di Zona Giovanni Rosso, il responsabile qualità e acquisti della Novi Stefano Grosso e il responsabile settore corilicolo della Coldiretti alessandrina Alberto Pansecchi.
Al centro della discussione l’impegno di Coldiretti nel sostenere il settore corilicolo nella provincia alessandrina: un territorio che manda segnali di estrema vitalità, di voglia di crescere, di saper guardare al futuro con fiducia e con la convinzione di riuscire a realizzare sempre nuovi progetti. Attualmente, in Monferrato, la coltivazione del nocciolo si sta imponendo come realtà capace di garantire opportunità di impiego e reddito nel breve medio e lungo periodo migliorando l’ambiente e il paesaggio, tutelando la qualità del prodotto e promuovendo nuovi accordi di filiera.

La Tonda Gentile Trilobata, ossia la varietà coltivata in Piemonte, rappresenta il punto qualitativamente più elevato dell’offerta di nocciole a livello mondiale. Un tale incremento della domanda e le previsioni di lungo periodo che non intravedono recessi nell’utilizzo di questa materia prima, preludono ad un cambiamento anche importante dell’economia e del paesaggio delle nostre aree collinari.

La Novi, da ormai 5 anni, ritira direttamente e valorizza economicamente, nell’ambito di un accordo di filiera agro-industriale con Coldiretti, partite di nocciole di qualità provenienti esclusivamente dalle aree produttive piemontesi. Negli ultimi due anni si è poi assistito ad un’accelerazione importante nella richiesta di questo prodotto e, ancora più evidente è stata la ricerca di partite di nocciole pregiate. Dalle colline del Monferrato, patrimonio dell’Unesco, l’eccellenza delle nocciole tonde, gentili e vincenti.

Il settore corilicolo rappresenta garanzia di redditività nelle aree collinari non irrigue del Monferrato, poichè la coltivazione dei cereali non permette ormai i redditi minimi per consentire alle aziende di rimanere unità attive sul mercato; di lavoro in quanto la conversione alla corilicoltura dei nostri territori, anche per piccole aziende, può rappresentare per i giovani che intendono rimanere sul territorio una reale opportunità; di valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio, infatti da sempre l’ambiente collinare monferrino è da sempre caratterizzato dal succedersi di filari di vigneto che lo hanno reso accogliente e unico. I filari di nocciolo, allevati ad alberello e opportunamente coltivati, si legano alle geometrie disegnate dai vigneti e ne mantengono inalterato il valore paesaggistico; di tutela dell’assetto idrogeologico perché i terreni incolti, la mancanza di manutenzione di fossi e scoline, gli ormai abituali intensi periodi di pioggia e le conseguenti frane e smottamenti dei versanti semi abbandonati, sono tutti figli della mancanza di motivazioni economiche alla permanenza sul territorio della popolazione rurale e di valore dei terreni in quanto l’impianto di un noccioleto favorisce immediatamente l’incremento del valore del terreno interessato che per i territori monferrini raddoppia.

L’importanza dell’accordo di filiera in essere tra Coldiretti e la Novi- Elah-Dufour ha caratterizzato la parte centrale dell’incontro: un accordo di programma finalizzato al sostegno e allo sviluppo della corilicoltura provinciale, sinonimo di nuovo impulso per l’economia legata al territorio, che deve essere sempre più mirata allo valorizzazione delle produzioni locali.

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