La paura fa notizia
Se è pur vero che nel mondo mediatico è necessario strillare per farsi sentire, il rischio è di smarrire uno sguardo lucido e critico sui fatti; così il flusso dei migranti diventa invasione, gli atti di terrorismo minaccia costante, il picco di inquinamento cappa asfissiante
Se è pur vero che nel mondo mediatico è necessario strillare per farsi sentire, il rischio è di smarrire uno sguardo lucido e critico sui fatti; così il flusso dei migranti diventa invasione, gli atti di terrorismo minaccia costante, il picco di inquinamento cappa asfissiante
OPINIONI – Non so se i visitatori di questo sito hanno avuto la stessa impressione, ma sembra che le notizie rilanciate dai media, in questi tempi non proprio allegri, abbiano la continua necessità di rincarare la dose sul piano delle emozioni, e specificamente nell’ambito della paura. Per darne un esempio (parlando da profano): perfino il temuto esaurimento delle ricchezze energetiche del nostro pianeta si è commutato nella temuta sovrabbondanza che abbattendo il prezzo del petrolio impedirà il rilancio dell’economia mondiale; possibile che ci sia sempre da temere?
Certamente i motivi per avere paura potrebbero essere ben fondati: la stracitata “terza guerra mondiale a pezzi” sta cadendo come una bomba a grappolo sul nostro mondo che si illudeva in pace; i disperati che continuano a rischiare e spesso perdere la vita per venire in Europa ci rinfacciano continuamente una vita privilegiata che noi chiamiamo meritata; i giochi di borsa che sembravano roba da faccendieri (ma che mestiere è il faccendiere?) si sono rivelati trucco delle tre carte servito agli sportelli per ingenui risparmiatori; e l’elenco potrebbe continuare, anche solo sfogliando le prime pagine dei quotidiani delle ultime settimane.
Vorrei invece soffermarmi sulla progressione costante con cui si vorrebbe suscitare la reazione di lettori e ascoltatori. Se è pur vero che nel mondo mediatico è necessario strillare per farsi sentire, il rischio è di smarrire uno sguardo lucido e critico sui fatti; così il flusso dei migranti diventa invasione, gli atti di terrorismo minaccia costante, il picco di inquinamento cappa asfissiante.
La politica ha capito benissimo come funziona il meccanismo: così abbiamo chi cavalca la paura (e propone di respingere tutti i musulmani o di spogliare dei beni i rifugiati, tanto per stare su idee extra-Italia); e abbiamo chi risponde alla paura con le rassicurazioni (per cui basta pensionare il capo della polizia per sistemare lo scandalo della notte di capodanno, sempre per rimanere all’estero).
A costo di apparire monocorde e di parte, le parole del Papa mi sono sembrate tra le più sensate; senza citare in questa sede espressioni particolari, si coglie nel suo linguaggio e nel suo approccio un invito ad affrontare i problemi oggettivi con una fiducia di fondo nell’umanità, senza dimenticarsi che noi (Europei, Italiani, credenti… chiunque sia questo noi) siamo sempre coinvolti e che ogni soluzione non potrà che partire da un nostro atteggiamento e dalle nostre scelte.
Insomma la paura sarà smascherata non perché una qualche task force sistemerà le cose che non vanno, ma perché donne e uomini di buona volontà non cederanno alla paura, ma cambieranno il mondo, cominciando a cambiare se stessi.