Ospedale di Acqui, chi ha fatto cosa? E intanto cardiologia chiude entro fine mese
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
21 Gennaio 2016
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Ospedale di Acqui, chi ha fatto cosa? E intanto cardiologia chiude entro fine mese

Polemiche in aula e sul web tra Pd e Movimento 5 Stelle per il futuro dell'ospedale di Acqui. Ottria (Pd): “abbiamo aperto un varco che potrebbe portare ad importanti novità relativamente alle richieste dei territori dell’alessandrino...”. Mighetti (5 stelle): “Ancora una volta assistiamo alla doppia faccia del Pd”

Polemiche in aula e sul web tra Pd e Movimento 5 Stelle per il futuro dell'ospedale di Acqui. Ottria (Pd): ?abbiamo aperto un varco che potrebbe portare ad importanti novità relativamente alle richieste dei territori dell?alessandrino...?. Mighetti (5 stelle): ?Ancora una volta assistiamo alla doppia faccia del Pd?

ACQUI TERME – C’è l’impegno dell’assessore alla Sanità Antonio Saitta a “verificare le istanze degli enti locali, almeno quelle ritenibili legittime”. E’ il risultato che il consigliere regionale Pd Walter Ottria, insieme a Domenico Ravetti, dicono di aver portato sul tema del riordino della rete ospedaliera.
Il Movimento 5 Stelle aveva portato in aula un documento che, secondo il consigliere Paolo Mighetti, conteneva “le legittime richieste di tutti i sindaci dell’acquese, di centrodestra e centrosinistra, sul futuro dell’ospedale”. Risultato: il documento è stato bocciato ma l’assessore assicura di essere disponibile ad “verificare le istanze” in un tavolo, dopo aver ascoltato i “tecnici”,ossoia di direttori di Aso e Asl.
La polemica è però proseguita, anche sul web, con accuse reciproche da entrambe le parti.

“Nonostante un discutibilissimo e strumentale comportamento dell’opposizione, volto a raccogliere like su Facebook ma non a risolvere i veri problemi dei cittadini – afferma Ottria – , interessati più criticamente dal riordino della rete ospedaliera.
Ci dobbiamo mettere d’accordo sul reale motivo per cui siamo pagati dai cittadini per sedere in Consiglio regionale: oggi, e grazie al lavoro mio, del consigliere Ravetti e del capogruppo Gariglio, abbiamo ottenuto che l’assessore alla Sanità Saitta non solo confermasse la sua disponibilità all’incontro ma che, dopo una riunione tecnica con i direttori di Aso e Asl Al, procederà punto su punto ad una verifica delle istanze degli enti locali, almeno quelle ritenibili legittime”.
Infatti, prosegue Ottria, “pur condividendo il lavoro (che ho seguito da molto vicino) fatto dai Sindaci, specie riguardo al nodo che riguarda la cardiologia, rimane il fatto che il documento prodotto nell’autunno scorso sia in parte inaccettabile perché pone condizioni che ci farebbero tornare indietro di due anni, vanificando i sacrifici prodotti dai cittadini dal 2013 ad oggi”.
A questo proposito Saitta ha dichiarato che la Regione Piemonte uscirà ufficialmente dal piano di rientro tra marzo ed aprile, ma già oggi Roma non ha previsto alcun commissariamento per quest’anno. E conclude: “Il M5S ha dato prova in aula ancora una volta di una difficoltà a rapportarsi con la realtà; d’altronde in questi ultimi tempi il loro passaggio da una mera opposizione ad un vero e proprio lavoro di governo ne sta facendo emergere i limiti.
L’unico risultato oggi prodotto, al netto della confusione generata in aula e nei Social, lo si deve al partito democratico che, seppur nelle difficoltà di un bilancio regionale in rosso sta cercando di garantire l’equilibrio tra le legittime aspirazioni dei cittadini e i vincoli della legge”.

Non è ovviamente dello stesso avviso Mighetti: “Abbiamo portato in Consiglio regionale le legittime richieste di tutti i sindaci dell’acquese, di centrodestra e centrosinistra, sul futuro dell’ospedale. La risposta del PD regionale? Documento respinto al mittente (o meglio ai mittenti)”. “Ancora una volta – prosegue il consigliere dei 5 Stelle – assistiamo alla doppia faccia del Pd: quando la gente scende in piazza fa l’occhiolino ai sindaci, ma quando si tratta di passare dalle parole ai fatti si tira subito indietro. La mozione conteneva sostanzialmente il documento unitario stilato dai primi cittadini del territorio su piano aziendale, mantenimento cardiologia, interconnessione con ospedale di Alessandria e investimenti per innovazione e tecnologie. Dai banchi della maggioranza è arrivata la proposta di un generico tavolo, tentativo nemmeno troppo velato per perdere ulteriore tempo in vista della chiusura di cardiologia prevista per fine mese”.

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