Sub speleologo muore durante un’immersione in Svizzera
L'uomo, 39 anni, abitante a Strevi, si era immerso nelle sorgenti Bossi vicino a Lugano. Aperta uninchiesta per chiarire cause e dinamica dellincidente
L'uomo, 39 anni, abitante a Strevi, si era immerso nelle sorgenti Bossi vicino a Lugano. Aperta uninchiesta per chiarire cause e dinamica dellincidente
CRONACA – È stata recuperata nella serata di ieri, sabato, ad una profondità di circa 70 metri, la salma di Giancarlo Borgio, speleosub di Strevi, disperso dal pomeriggio nella sorgente Bossi ad Arogno, nel luganese. L’allarme è scattato attorno alle 15 di sabato: nella sorgente Bossi tre esperti sub speleologi, uno svizzero e due italiani, si sono immersi nelle sue acque ma al momento del rientro solo due di loro sono riemersi.
Il terzo, il 39enne residente in provincia di Alessandria, è rimasto intrappolato all’interno: per ritrovarlo è stato messo in atto un ampio dispositivo di ricerca coordinato dalla Polizia cantonale, con l’impiego degli speleosub e dei soccorritori del Soccorso speleologico svizzero coadiuvati dai sub della Polizia lacuale e dalla Polizia scientifica. Per garantire il necessario supporto logistico esterno, sono intervenuti anche agenti della Polizia comunale di Mendrisio, i Pompieri di Melide, la Protezione Civile del Medrisiotto, il Sam e il Care Team Ticino: complessivamente una quarantina di soccorritori. La sorgente Bossi è una vera e propria grotta subacquea, meta di appassionati esperti.
Ora è stata aperta un’inchiesta per chiarire cause e dinamica dell’incidente.