PIù di 2500 persone per salvare l’ospedale
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
30 Dicembre 2015
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PIù di 2500 persone per salvare l’ospedale

Mighetti, Bono e Cannito, Movimento5Stelle: Grande manifestazione, ma adesso bisogna arrivare a Saitta". Ottria, Partito Democratico: "la politica rifletta ancora sugli effetti che il riordino della rete ospedaliera potrà avere nella nostra Provincia"

Mighetti, Bono e Cannito, Movimento5Stelle: Grande manifestazione, ma adesso bisogna arrivare a Saitta". Ottria, Partito Democratico: "la politica rifletta ancora sugli effetti che il riordino della rete ospedaliera potrà avere nella nostra Provincia"

ACQUI TERME – Un grande successo la manifestazione che ieri, martedì 29 dicembre, si è svolta per le vie della città per dire “no” alla chiusura dell’ospedale. Secondo il sindaco Enrico Silvio Bertero sono più di 2500 le persone che hanno partecipato:

Commentano Paolo Mighetti, Consigliere regionale M5S Piemonte, Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte e Vicepresidente Commissione Sanità e Pier Paolo Cannito, Consigliere comunale di Acqui Terme: “La manifestazione ha avuto il merito di aggregare il fronte del NO ai tagli al nostro ospedale, ma i veri risultati devono ancora arrivare. Sbagliato dunque fermarsi a gongolare per il risultato ottenuto. Abbiamo sempre sostenuto che occorreva mettere in campo azioni forti fin da subito: con Chiamparino e Saitta non è possibile dialogare senza ricorrere a proteste plateali”.


“La posizione eccessivamente moderata degli esponenti del PD, che addirittura avevano messo in discussione l’opportunità di ricorrere al TAR, – sottolineano – ha solo fatto perdere tempo all’intero territorio acquese. Ora si scoprono improvvisamente critici nei confronti dell’assessore, ma solo dopo le prime richieste di chiarimento dei giudici che hanno iniziato a mettere in dubbio il suo operato.
Nell’attesa di un pronunciamento del TAR occorre tenere alta l’attenzione e proporre nuove azioni. Per questo proponiamo a tutti i Sindaci e ai cittadini di seguire l’esempio di un legale ed attivista del M5S di Acqui che, nei mesi scorsi, ha inviato alla Regione/assessorato una formale messa in mora circa le responsabilità connesse alla lesione del diritto alla salute conseguente al declassamento dell’Ospedale. Se tutti facessero altrettanto, istituzioni comprese, probabilmente le istanze dell’acquese saranno tenute in maggiore considerazione a Torino. Provvederemo nei prossimi giorni a divulgare un modello fruibile per tutti, al fine di sommergere gli uffici regionali con il nostro dissenso mettendo di fronte alle proprie responsabilità chi sta facendo scelte scellerate sulla nostra pelle”.

“Dopo la manifestazione di martedì mattina ad Acqui è necessario che la politica rifletta ancora sugli effetti che il riordino della rete ospedaliera potrà avere nella nostra Provincia” è questo il pensiero del Consigliere regionale PD Walter Ottria.
“La grande partecipazione di cittadini, Sindaci e Comitati alla manifestazione è senz’altro un campanello d’allarme per la politica, non solo regionale – continua Ottria -. Mi sento di condividere l’appello del Vescovo che ha richiamato la politica a garantire ai cittadini i servizi necessari alla loro salute e che questi possano essere accessibili anche a chi abita nelle zone più marginali del territorio, aree spesso mal servite dai mezzi pubblici o addirittura sprovviste del trasporto pubblico – pensiero che ho espresso durante tutto questo ultimo anno, lavorando nel merito al fine di migliorare la prima delibera di riordino della rete ospedaliera”.
“Ho sempre rimarcato – prosegue Ottria -, che i problemi degli ospedali di Acqui e di Tortona nascono con il centro-destra in Regione, e con i Sindaci di Acqui e Tortona timidi di fronte alla chiusura del loro punto nascite, e della necessità di una riforma sanitaria che preveda un minor costo per la Regione, oggi in piano di rientro; ciò nonostante è indubbio che chi ha ora la responsabilità di gestire questo processo di riforma sanitaria dovrà migliorare alcuni provvedimenti. È necessario che la direzione generale dell’ASL apra subito tavoli tecnici con i sindaci dell’acquese e del tortonese, i due ospedali declassati: usando intelligenza e flessibilità nella gestione operativa di questa fase di riorganizzazione, evitando inutili rigidità e tenendo in maggior conto le caratteristiche del nostro territorio”.

 

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