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Ospedale, la diffida del sindaco a Regione e Asl
Enrico Silvio Bertero, primo cittadino di Acqui Terme, non ci sta a di fronte ai ridimensionamenti e ai trasferimenti diffida Asl e Regione, invitando a ripristinare immediatamente il Dipartimento di Emergenza, al fine di evitare danni alla salute dei cittadini
Enrico Silvio Bertero, primo cittadino di Acqui Terme, non ci sta a di fronte ai ridimensionamenti e ai trasferimenti diffida Asl e Regione, invitando a ripristinare immediatamente il Dipartimento di Emergenza, al fine di evitare danni alla salute dei cittadini
CRONACA – Enrico Silvio Bertero, sindaco di Acqui Terme non ci sta, e diffida l’Asl Al e la Regione Piemonte dal proseguire ogni azione di ridimensionamento e trasferimento di personale e macchinari dell’ospedale cittadino. Dopo la nota del 12 dicembre e in comune accordo con il sindaco Marco Cazzulli, Presidente della Rappresentanza dei Sindaci, così, il primo cittadino di Acqui si fa avanti, spiegando che “il TAR Piemonte ha richiesto all’Assessorato Regionale alla Sanità chiarimenti in ordine a quali concreti criteri ed elementi istruttori siano stati presi in considerazione dalla Giunta Regionale ai fini della nuova classificazione dell’Ospedale di Acqui Terme; attraverso quali modalità l’Amministrazione sia giunta a determinare il bacino di riferimento dell’Ospedale di Acqui Terme eil relativo fabbisogno di prestazioni sanitarie; quale rilievo istruttorio sia stato attribuito dall’Amministrazione alla situazione orogeografica dell’area e ai tempi di raggiungimento del DEA di riferimento da parte della popolazione compresa nel bacino di utenza dell’ospedale di Acqui Terme e quali profili della DGR 1-600 del 19 novembre 2014 siano stati modificati con la nuova DGR n. 1-924 del 23 gennaio 2015 in relazione all’ospedale di Acqui Terme”. Ribadisce, quindi, la diffida ad intraprendere ulteriori ridimensionamenti e invita a “ripristinare immediatamente il Dipartimento di Emergenza – riportando a due i medici in esso presenti durante la notte – e ogni altra struttura che sia stata già in qualsivoglia modo ridotta al fine di evitare danni alla salute dei cittadini”.