A Lavagna l’Acqui fa quel che può, ma l’epilogo è amaro
I bianchi, ancora una volta in emergenza, ce la mettono tutta ma la Lavagnese è di un'altra categoria. Buglio: "Va bene la storia della squadra giovane, ma qualcuno si deve svegliare"
I bianchi, ancora una volta in emergenza, ce la mettono tutta ma la Lavagnese è di un'altra categoria. Buglio: "Va bene la storia della squadra giovane, ma qualcuno si deve svegliare"
LAVAGNA – Non si lascino ingannare dal risultato i lettori meno attenti: il 3-0 di Lavagna matura in condizioni particolari, con un Acqui combattivo e per nulla arrendevole tanto da guadagnarsi una statistica rivelatrice come i 10 angoli a due a favore rispetto agli avversari; purtroppo, nel calcio la differenza a livello di punteggio alla fine la fa il numero di palloni che entrano in rete, e la sterilità offensiva dei termali è il problema principale in questo momento di difficoltà. Volendo cercare il lato positivo, però, questa era probabilmente una delle tre gare più difficili in tutto il campionato: contro avversarie qualitativamente meno impegnative della Lavagnese non è escluso arrivino risultati più favorevoli.
Buglio, privo in difesa di Simoncini (out due mesi) e Zefi (15 giorni di prognosi) propone un 4-4-1-1 di emergenza con Iannelli, reduce dalla lussazione a una spalla, chiamato a stringere i denti, e affiancato nel ruolo di secondo centrale da Anania, di ruolo centrocampista. I bianchi si affidano in avanti alla forza fisica di Cesca e alla verve di Migliavacca, ma il loro piano tattico salta dopo appena 12′: Oneto scende sulla destra, serve Croci che fa a spallate con Iannelli, se ne libera e porge a Forte, lasciato colpevolmente solo, piatto destro e gol: 1-0. La Lavagnese raddoppia al 23′ quando su una punizione dalla destra, Taormina sfiora di testa e mette fuori causa la difesa; sul secondo palo Brusacà si coordina e insacca in bella girata. L’Acqui tira fuori l’orgoglio e reagisce, colleziona angoli a ripetizione e si va vivo pericolosamente dalle parti di Gilli al 43′, quando sugli sviluppi di un corner, Cesca si coordina in mezzo a una selva di uomini e batte al volo un tiro imparabile, che però si schianta contro il palo. Nel recupero, per due volte nella stessa azione sfiora il gol di testa Zeutsa, che però manca di cattiveria a pochi metri dalla porta.

A fine partita, Buglio si fa sentire: “Al di là dei meriti della Lavagnese, forse la squadra migliore da noi incontrata fin qui, ho visto troppi errori da parte nostra, sia in difesa che in avanti. Il primo gol lo abbiamo letteralmente regalato, e sotto porta abbiamo sbagliato troppo. Va bene la storia della squadra giovane, ma qualcuno qui si deve svegliare”.
LAVAGNESE – ACQUI 3-0
Reti: pt 12′ Forte, 23′ Brusacà; st 25′ Brusacà
Lavagnese (4-2-3-1): Gilli 6; Oneto 6.5, Ferrando 6.5, Brusacà 7.5 (30′ st Casassa ng), Garrasi 6; Forte 6.5, Damiani 6.5; Galligani 6, Taormina 6 (21′ st Di Pietro 6), Currarino 6.5 (36′ st Rossi ng); Croci 7. A disp.: Parma, Genovali, Viscardi, Repetto, Sciamanna, Aurelio. All.: Dagnino 6.5
Acqui (4-4-1-1): Scaffia 6; Benabid 6, Anania 5.5, Iannelli 5.5, Giambarresi 5; Zeutsa 5.5 (1′ st Troni 6), Mondo 5.5 (2′ st Porazza 5.5), Genocchio 6, Castelnovo 6; Migliavacca 5.5 (27′ st Luciani ng); Cesca 6.5. A disp.: Gaione, Menescalco, Ranieri, Pastorino, Degioanni, Ratto. All.: Buglio 6
Arbitro: Nehrir di Cagliari 6 (Esposito di Torre del Greco, Natalizi di Monza)
Note: Giornata di sole, terreno sintetico. Spettatori: 250 circa. Ammoniti: Iannelli, Genocchio, Di Pietro. Angoli: 10-2 per l’Acqui. Recupero: pt 1’. st 3′