Poste a giorni alterni, levata di scudi dai paesi
Era annunciato per oggi l'avvio della prima fase di riorganizzazione di Poste Italiane che prevede la consegna della posta a giorni alterni in molti paesi del casalese. La Regione assicura: stiamo tentando di trovare dei punti di incontro che possano soddisfare tutte le esigenze. Il consigliere Ottria critico: il cambiamento di Poste Italiane non lo devono pagare i cittadini
Era annunciato per oggi l'avvio della prima fase di riorganizzazione di Poste Italiane che prevede la consegna della posta a giorni alterni in molti paesi del casalese. La Regione assicura: stiamo tentando di trovare dei punti di incontro che possano soddisfare tutte le esigenze. Il consigliere Ottria critico: il cambiamento di Poste Italiane non lo devono pagare i cittadini
PROVINCIA – Era annunciato per oggi l’avvio della prima fase di riorganizzazione di Poste Italiane che prevede la consegna della posta a giorni alterni in molti paesi del casalese. La notzia si è diffusa dopo il via libera dell’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ed ha scatenato una serie di proteste. Tra queste, anche quelle della Regione Piemonte, da tempo impegnata in una sorta di braccio di ferro con Poste Italiane per il piano di riorganizzazione. Dalla scorsa estate, infatti, l’azienda ha già effettuato tagli che hanno portato alla chiusura per due giorni a settimana nei piccoli centri. Ora, la “novità”, consisterebbe nella consegna a giorni alterni della posta, oltre ad un aumento della tariffe: la posta ordinaria costerà 0,95 euro, la posta prioritaria avrà tariffe da 2,80 euro.
La regione, tuttavia, cerca margini di manovra. A riferirlo è il consigliere Walter Ottria che a palazzo Gilini, ieri, ha sollevato la questione.
“La pubblicità con cui Poste Italiane in questi giorni ha invaso la TV, i siti internet ed i giornali recita il cambiamento siamo noi. Ma e non deve avvenire sulla pelle dei territori più marginali e quindi già in difficoltà”, dice, in sintesi Ottria.
“Il 3 marzo – prosegue Ottria – il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un mio ordine del giorno in cui chiedevo alla Giunta di avviare un confronto con i vertici di Poste Italiane al fine di rivedere il loro piano di razionalizzazione e renderlo più equilibrato e rispondente alle esigenze dei territori più interessati dai tagli. Nei giorni successivi l’Assessore Reschigna, in occasione di una riunione del gruppo “gli Amici della Montagna” ha chiesto ed ottenuto dalle Poste una sospensiva del piano di riorganizzazione. Oggi, però, nei fatti ciò non sta avvenendo ed i Comuni si vedono applicato il piano di Poste Italiane sui loro territori senza poter fare nulla in merito; non ricevono risposte alle loro proposte dai vertici della Società, e sono costretti ad intaccare le esigue risorse del proprio bilancio per porre rimedio alle problematiche che tutto ciò crea; si pensi ad esempio all’organizzazione di navette bus per portare gli abitanti di alcuni Comuni e frazioni all’ufficio postale più vicino. Inoltre, pongo l’attenzione sul fatto che una delle promesse con cui si giustificava la soppressione degli uffici postali era il potenziamento del servizio dei postini, investiti del compito di portare molti servizi direttamente nelle nostre case: oggi però, per molte zone del sud del Piemonte, la novità è che la posta sarà consegnata a giorni alterni, due o tre giorni la settimana”.
La risposta di Valmaggia si concentra soprattutto sulle migliorie che il lavoro del Consiglio e della Giunta hanno apportato al Piano originale sottolineando come le disposizioni dell’Agcom a cui la razionalizzazione risponde, siano molto strette: “Il piano di Poste Italiane del giugno scorso presentava ancora molte criticità ma accoglieva parte delle nostre richieste, concentrate sulla chiusura di alcuni uffici postali e sull’apertura di ogni ufficio almeno per 3 giorni a settimana”.
“É un Piano che conta circa 60 modifiche rispetto a quello originale e che da la possibilità di monitorare congiuntamente il suo processo di attuazione (partito ad inizio mese). Siamo consapevoli – prosegue Valmaggia – che le richieste provenienti dai territori erano e sono fortemente critiche, comprendiamo le esigenze delle amministrazioni comunali interessate e le difficoltà che incontreranno gli utenti, ma le disposizioni dell’Agcom non ci hanno dato la possibilità di fare ulteriori forzature. Peraltro – sottolinea l’Assessore – il nuovo contratto di servizi che lega Poste Italiane al Governo Italiano amplia enormemente i margini di flessibilità per Poste Italiane circa la razionalizzazione degli Uffici Postali e ancora in questi giorni la Regione sta tentando di trovare dei punti di incontro che possano soddisfare tutte le esigenze; per questo – conclude Valmaggia – ritengo sia importante la disponibilità data da Poste Italiane a mantenere aperto il tavolo anche nei mesi prossimi”.
