Acna, Ottria: “i cittadini della Valle Bormida hanno diritto di essere rimborsati”
Il consigliere regionale Pd presenta una interrogazione in Consiglio regionale sullAcna e la Valle Bormida. Anche la deputata Cristina Bargero chiede conto della situazione al Ministero dell'Ambiente
Il consigliere regionale Pd presenta una interrogazione in Consiglio regionale sullAcna e la Valle Bormida. Anche la deputata Cristina Bargero chiede conto della situazione al Ministero dell'Ambiente
POLITICA – Il consigliere regionale del Pd Walter Ottria ha riportato sotto i riflettori la questione dei risarcimenti alla Valle Bormida e della definizione economica del danno ambientale che l’Acna di Cengio ha causato con una interrogazione al Presidente del Consiglio regionale del Piemonte. “Siamo a quasi trent’anni dalla chiusura del sito industriale e ancora quel territorio è sotto bonifica; tali interventi, su cui vi sarebbero oltretutto, alcuni rilievi da fare, sono deputati ad alleviare i danni che 100 e più anni di inquinamento continuativo hanno causato in Valle Bormida. Quella popolazione deve essere giustamente rimborsata e ciò deve accadere al più presto: a che punto è l’iter per giungere ad una soluzione transattiva della causa pendente davanti al Tribunale civile di Genova nei confronti della Syndial Spa?” dice il consigliere regionale. “Uno dei primissimi incontri a cui partecipai appena eletto – prosegue Ottria – fu quello del 19 luglio 2014 in cui la Regione presentò il piano predisposto a supporto tecnico della richiesta di risarcimento: tale documento recepiva alcuni progetti presentati dai Comuni interessati e indicava come il risarcimento non dovesse essere solo una simbolica somma di denaro ma un significativo contributo per la realizzazione di opere concrete che potessero costituire un ristoro per le comunità colpite dal danno ambientale, attraverso nuovi investimenti in grado di risollevare un territorio impoverito economicamente e con un forte spopolamento demografico.
L’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia ha così riassunto il punto della situazione: “la sensazione è che ci si trovi in una situazione di stallo e che difficilmente si potrà risolvere la questione prima di andare davanti ad un giudice. Dal luglio scorso si sono avviati ulteriori tavoli tecnici per definire gli elementi ritenuti, da Syndial stessa, propedeutici ad una possibile definizione del provvedimento transattivo; sono stati quindi realizzati due incontri, presso il Ministero e gli uffici della Regione Piemonte, durante i quali sono stati approfonditi i contenuti del documento elaborato da Syndial. Proprio in queste occasioni – prosegue Valmaggia – è però risultato evidente che sarebbe stato necessario un ulteriore approfondimento tecnico del tema (con relativo dispendio di risorse da parte di tutti i soggetti coinvolti) al fine di predisporre un documento utile ad arrivare ad una transazione. Inoltre, una successiva nota di Syndial ha rimesso in discussione anche le posizioni già concordate in precedenza. Tutto questo ha portato la nostra Regione a sollecitare il Ministero a prendere una posizione specifica per individuare quali potranno essere i futuri sviluppi della vicenda. Ad oggi – conclude l’assessore – attendiamo una convocazione ministeriale in cui, alla presenza di tutti i vertici decisionali, prendere atto se siano ancora presenti le condizioni per continuare il procedimento di transazione”.
“Non è una bellissima notizia – conclude Ottria – il mio impegno sarà quello di seguire da vicino la vicenda per intervenire anche con degli atti che impegnino la Giunta regionale. Vorrei chiarire un concetto a me molto caro: chi ha inquinato, specie per la durata e con le proporzioni con cui l’ha fatto l’Acna, non se la può cavare senza neppure il giusto risarcimento”.
Anche il deputato del Pd Cristina Bargero ha presentato una mia interrogazione sull’Acna al Ministero dell’Ambiente. Questo è il testo:
Nel 2009 la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto della normativa ambientale nella riabilitazione dell’ex sito dell’Acna di Cengio. Un successivo intervento della Commissione è degli inizi del 2011, sempre per mancato rispetto delle normative comunitarie in tema di trattamento dei rifiuti. Nei giorni scorsi proprio Eni-Syndial, proprietaria del sito ex Acna, ha chiesto il permesso di poter captare, per i prossimi 15 anni, fino a 300 litri al secondo dal Bormida – rispetto ai 20 litri al secondo attuali – che secondo la relazione tecnica sarebbero necessarie per la bonifica.
Ma è davvero necessario il prelievo di un tale quantitativo d’acqua? E quale sarà il cronoprogramma per la definitiva opera di completamento della bonifica e di messa in sicurezza del sito , con particolare approfondimento riguardo alle modalità attraverso le quali si intende conseguire il “tendenziale azzeramento del percolato”, come stabilito dall’accordo del 2000 tra le Regioni Liguria e Piemonte, Ministero dell’Ambiente ed Eni?
È necessario che Ministero dell’Ambiente, Regione Liguria e Piemonte vigilino e mettano in atto tutte le misure perché anche la storia degli effetti ambientali dell’Acna conosca la parola fine.