Acqui iscritto alla D, ma ancora sub iudice
La nuova cordata di imprenditori deposita in tempo i documenti per l'iscrizione ma deve ancora completare la documentazione
La nuova cordata di imprenditori deposita in tempo i documenti per l'iscrizione ma deve ancora completare la documentazione
ACQUI TERME – Il colpo di scena quando ormai tutta Acqui si è rassegnata alla fumata nera arriva nel tardo pomeriggio: la società termale sembrava ormai destinata a ripartire da una categoria inferiore – in città si parlava insistentemente della possibilità di ottenere una wild card per la Promozione – condannata principalmente dalla difficoltà di movimentare in un così breve lasso di tempo le somme richieste non tanto per l’iscrizione in sé quanto per le fidejussioni necessarie a coprire quelle che secondo la Lega Nazionale Dilettanti sono le spese minime per affrontare la stagione. A sorpresa, invece, in serata l’ex responsabile del settore giovanile dell’Acqui Valter Camparo ha tirato fuori il coniglio dal cilindro ed ha annunciato la buona notizia: “Visti i tempi molto stretti mi sono attivato in prima persona per fare da tramite, ma ci tengo a precisare che la trattativa di cui tutti parlano nelle ultime ore è frutto di un lungo lavoro preparatorio del presidente Porazza: grazie alla sua disponibilità a rimanere in carica il tempo necessario per formalizzare il passaggio di consegne ad un nuovo gruppo di imprenditori, l’Acqui ha presentato entro quelli che sono i termini massimi a norma di regolamento la domanda di iscrizione, che è stata pertanto conseguentemente accettata”.
Per regolarizzare anche la posizione economica, però, c’è tempo solo fino a martedì, data in quale oltre ad aver saldato la quota di iscrizione bisognerà anche provvedere a regolarizzare tutte le fidejussioni necessarie per la categoria. L’Acqui è quindi salvo? Parrebbe di sì, ma la lunga esperienza nel mondo del calcio – dove queste situazioni si ripetono puntali ogni anno alla scadenza dei termini per l’iscrizione – unita alla considerazione che dell’identità degli appartenenti alla cordata, che avrebbe intenzione di rilevare il 100% del pacchetto azionario dell’Acqui dal presidente uscente Porazza nel corso del prossimo mese, si sa poco o nulla, tutto induce ad un cauto ottimismo. Nel corso del weekend probabilmente le situazioni in corso si svilupperanno e quando martedì scadranno i termini per integrare la documentazione il quadro dovrebbe essere chiaro.