Contro il nichilismo emozionale, “Lo Straniero” nato ad Acqui Terme
OndaRock li definisce come "una bella realtà di cui senz'altro risentiremo parlare in un futuro non troppo lontano"; loro sono "Lo Straniero", cinque membri di un progetto musicale nato nel 2013 ad Acqui Terme. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Federica Addari, voce del gruppo...
OndaRock li definisce come "una bella realtà di cui senz'altro risentiremo parlare in un futuro non troppo lontano"; loro sono "Lo Straniero", cinque membri di un progetto musicale nato nel 2013 ad Acqui Terme. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Federica Addari, voce del gruppo...

Lo Straniero, romanzo di Albert Camus, viene definita un’opera esistenzialista che analizza l’alienazione dell’uomo rispetto agli affetti e alle dinamiche, anche drammatiche, della propria vita, che fa del nichilismo emozionale una specie di inevitabile conseguenza. Qual è, se effettivamente esiste, il filo conduttore tra queste tematiche e la vostra musica?
Lo Straniero di Camus, a cui siamo indubbiamente molto legati, è stato per noi fonte di grande ispirazione, non solo per le tematiche, ma soprattutto per il modo in cui queste vengono espresse. Essere ispirati da un grande autore, o artista che sia, non significa però dipenderne in toto. In un mondo che musicalmente procede verso l’iperrealismo, soprattutto testuale, vorremmo essere alieni e stranieri in questo senso, provare a trascendere dalle dinamiche comuni di scrivere e comporre, anche a costo di non essere capiti. Credo che nei nostri testi ci sia una buona dose di ermetismo, a volte un po’ ostico, che permette però all’ascoltatore di interpretare e di plasmare il prodotto artistico a proprio piacimento. Nell’arte in generale, ritengo che questo sia un aspetto molto importante.

Viviamo in un periodo storico in cui tutto sembra già stato detto, scritto e musicato: la musica è estremamente contaminata e la pluralità di voci che vogliono esprimersi è vasta, per questo è difficile emergere ed è altrettanto facile apparire triti e scontati. Ci hanno definito diverse volte ricercati e non banali. Questi sono sicuramente i complimenti che riteniamo più importanti e “utili”, perché ci spingono a credere ancora di più nel nostro modo di fare musica.
Il noto sociologo Baumann ha introdotto il concetto di liquidità nella vita quotidiana così come nei rapporti di coppia. Probabilmente è un termine ormai accostabile anche al panorama musicale. Per certi versi per le band emergenti è più facile farsi conoscere ma, sul lungo termine, è anche più difficile rimanere inseriti in certe dinamiche discografiche e di mercato. Qual è il tuo parere a riguardo?
Il mercato attuale è sicuramente un mercato saturo e inondato dalla novità. I nuovi metodi di distribuzione e condivisione musicale permettono a tantissime band di potersi proporre a un mercato ipercompetitivo. È difficile farsi notare e successivamente puntare ad una crescita costante, per questo pensiamo che la promozione e la distribuzione digitale della musica debbano essere al servizio di qualcosa di più concreto, come la proposta di un live che sia emotivamente ricco e che riesca a conquistarsi un pubblico attento e fedele. Il concetto baumanniano di liquidità è ormai assodato e riscontrabile nel mondo attuale, ma proprio perché non siamo dei “nichilisti emozionali” ci piace credere che forse si può ancora creare qualcosa che non scivoli via facilmente, e che possa, al contrario, rimanere ben ancorato alle persone che ascoltano.

Presto uscirà il nostro primo album. Non sappiamo ancora precisamente quando, ma sicuramente entro quest’anno.
Vi ha già contattato qualche etichetta o vi autoproducete?
Non escludiamo nessun tipo di collaborazione. L’obiettivo principale è quello di completare al meglio il nostro disco d’esordio e successivamente cercare le condizioni migliori per veicolarlo nel panorama musicale. Sicuramente il coinvolgimento di più interlocutori faciliterebbe il nostro percorso artistico, anche se è ancora troppo presto per parlarne.
Siete appena tornati da un mini tour in Sicilia e siete stati recentemente in Toscana. I prossimi appuntamenti in giro per l’Italia?
Siamo appena tornati dal nostro primo mini tour al Sud: siamo stati a Benevento, a Messina e ad Enna. È stata un’esperienza entusiasmante, soprattutto perché non ci aspettavamo una risposta così positiva da parte di un pubblico che non ci aveva mai sentiti. Domenica 19 aprile si è realizzato un piccolo sogno, perché abbiamo suonato al Mapei Stadium di Reggio Emilia nell’intervallo della partita del campionato di serie A Sassuolo-Torino. Inoltre, il 1 maggio saremo al “Marla” di Perugia, il 2 maggio suoneremo all’”Arci Semifonte” a Barberino Val d’Elsa in provincia di Firenze, poi ci sposteremo in Liguria con due date: il 15 maggio all’”Arci Camalli” di Imperia e il 16 maggio a “La Cave” di Sanremo. Il 18 giugno parteciperemo al “J Festival” di Jolanda di Savoia in provincia di Ferrara. Per ora le date sono queste, ma l’intenzione è sicuramente quella di arricchire il calendario, in vista dell’uscita del nostro primo album.