“Trail dei Gorrei”: vincono Ghisellini e Bertasa
A Ponzone Alberto Ghisellini primo a "Trail dei Gorrei"; tra le donne vince la Bertasa. Polemiche per "Vivicittà" a Casale, troppa la disorganizzazione
A Ponzone Alberto Ghisellini primo a "Trail dei Gorrei"; tra le donne vince la Bertasa. Polemiche per "Vivicittà" a Casale, troppa la disorganizzazione

Nel “lungo”, con 100 classificati, vince Alberto Ghisellini (Runners Finale), accreditato interprete della disciplina Trail in 4h 29’35”. Tra le donne prevale Cinzia Bertasa in 5h 02’ 28”.
Nel “corto”, con 114 classificati, vittoria “quasi” condivisa tra Marco Caso (Sisport 75) e Corrado Ramorino (Città di Genova), che dopo aver condotto insieme la gara chiudono separati da appena 1 secondo: 2 ore 04’39” contro 2 ore 04’ 40”. Tra le donne bella prova di una “libera” (cioè in possesso dell’idoneità medica, ma non iscritta ad alcuna società sportiva) Francesca Canepa.
Tutto bene a Ponzone, tutto male a Casale, dove per il secondo anno consecutivo era di scena l’edizione provinciale di “Vivicittà”, la gara principe della UISP, che si disputa in contemporanea in molte città italiane ed europee. Per la cronaca, hanno vinto Matteo Volpi davanti a Maurizio Di Pietro nel settore maschile, e Elizabet Garcia in quello femminile.
Purtroppo sui 12km di gara i circa 100 podisti al via hanno sperimentato una sequela di problematiche che hanno trasformato la prova in una sorta di ‘Coppa Kobram” del podismo, fra incroci non presidiati (Volpi e Di Pietro hanno addirittura rischiato l’investimento da parte di un’auto), e segnaletiche carenti che hanno innescato errori di percorso, causando da un lato, peripezie omeriche per raggiungere il traguardo (una concorrente del femminile ha percorso 15,2km anzichè i 12 previsti), dall’altro portando qualcuno a tagli di percorso non previsti (è il caso di un concorrente della prova maschile che, ritrovandosi al traguardo davanti a un gruppetto che lo aveva superato, ha subito compreso e denunciato il proprio errore di tracciato). Tante le lamentele dei partenti, che hanno anche stigmatizzato l’assenza di posti di ristoro: il primo caldo ha costretto molti podisti a rivolgersi alle fontane pubbliche per non rischiare la disidratazione.