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Sanità: direttori in scadenza, esami finali per i candidati
A fine aprile scadranno i mandati dei direttori di Asl e Aso. La commissione di valutazione dei candidati sta terminando il lavoro di screening dei 269 candidati. Spetterà ai nuovi designati mettere in atto nel dettaglio la riorganizzazione della rete ospedaliera. Intanto il Tar nega la sospensiva della delibera regionale richiesta dai comuni del tortonese e dell'acquese
A fine aprile scadranno i mandati dei direttori di Asl e Aso. La commissione di valutazione dei candidati sta terminando il lavoro di screening dei 269 candidati. Spetterà ai nuovi designati mettere in atto nel dettaglio la riorganizzazione della rete ospedaliera. Intanto il Tar nega la sospensiva della delibera regionale richiesta dai comuni del tortonese e dell'acquese
PROVINCIA – Dovrebbe essere in dirittura d’arrivo il lavoro di “scrematura” dei 269 curricula arrivati in Regione in vista del rinnovo delle cariche di direttore della Asl piemontesi, in scadenza il prossimo 30 aprile. L’assessorato di Antonio Saitta ha nominato nei mesi scorsi una commissione che sta passando al vaglio le candidature dei potenziali dirigenti, mettendo qualche paletto. Il primo, in realtà posto dalla legge Madia, che esclude incarichi a chi è in età pensionabile e che mette fuori dai giochi l’attuale direttore della sanità alessandrina Paolo Marforio, nominato dalla precedente giunta Cota. Altri limiti sono relativi all’esperienza maturata in campo sanitario, l’aver ricoperto l’incarico di direttore generale o commissario di azienda sanitaria/enti del servizio sanitario regionale, per un periodo pari o superiore a 2 anni, o per 5 anni gli incarichi di direttore di presidio di azienda sanitaria, direttore di distretto (con popolazione pari o superiore a 70.000 abitanti), direttore di dipartimento amministrativo, direttore di dipartimento sanitario, direttore generale-dirigente di struttura o responsabile di funzione di altri Enti o Istituzioni pubbliche/miste che svolgono attività di interesse sanitario.
Scorrendo la lista dei candidati alessandrini o, comunque, di ex dirigenti papabili, si leggono i nomi di Francesco Arena, direttore amministrativo dell’Aso di Alessandria, Fulvio Boraso, ex dirigente novese oggi all’Asl 4 di Torino, inodore di riconferma; Corrado Bonadeo, tortonese; Ezio Cavallero; Francesca Chessa, responsabile del settore comunicazione per l’Asl Al nonché figlia dell’avvocato Gianfranco, ex direttore dell’Usl di Novi, poi manager della provincia di Vercelli; Giancarlo Faragli, dirigente dell’Unità di Valutazione ed Organizzazione Screening Oncologici dell’ospedale di Novi; Gianfranco Ghiazza, exdirigente dell’Asl Novi-Ovada, prima della nascita dell’Asl unica alessandrina, nome “caro” da sempre al centro sinistra che oggi guida la Regione; Roberto Tamburini, arquatese, dirigente Asl con un breve passato da amministratore locale.
Sebbene di nomina antecedente alla giunta Chiamparino, sembra avere buone chance di riconferma l’attuale direttore dell’azienda ospedaliera Santi Antonio e Biagio Nicola Giorgione.
Ai nuovi direttori spetterà il compito di redarre i piani sanitari, secondo le linee guida dettate dal piano di riordino della Regione, quello, per intenderci, che ha previsto il ridimensionamento degli ospedali di Acqui e Tortona. “Avvieremo nei prossimi giorni una serie di confronti sulla delibera di riorganizzazione con il territorio. Da qui riparte la nuova sanità – dice Domenico Ravetti, presidente della commissione Sanità in consiglio regionale – si parlerà non solo di ospedali ma anche di presidi”.
Il potenziamento della rete territoriale dei presidi dovrebbe essere la contropartita della chiusura di reparti e declassamenti di struttura, manovra che ha suscitato le proteste di Tortona ed Acqui.
Intanto, il Tar del Piemonte non ha accolto la richiesta di sospensiva, proposta dai comuni del tortonese e dell’acquese, sulla delibera di riorganizzazione. Si andrà, quindi, direttamente in udienza, il prossimo giugno.