Giornate Culturali “Premio Acqui Storia”; il dottore che non c’è più
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
25 Marzo 2015
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Giornate Culturali “Premio Acqui Storia”; il dottore che non c’è più

Giovedì 26 sarà ospite a Palazzo Robellini il prof. Giorgio Cosmacini che parlerà della figura quasi scomparsa del dottore di famiglia. L'evento fa parte del ciclo delle Giornate Culturali del "Premio Acqui Storia"

Giovedì 26 sarà ospite a Palazzo Robellini il prof. Giorgio Cosmacini che parlerà della figura quasi scomparsa del dottore di famiglia. L'evento fa parte del ciclo delle Giornate Culturali del "Premio Acqui Storia"

ACQUI TERME – Il ciclo delle Giornate Culturali dell’ “Acqui Storia”, tradizionale iniziativa aperta al pubblico in cui valenti figure del panorama culturale italiano presentano propri volumi su rilevanti tematiche storiche e di attualità, propone uno dei più importanti cattedratici e storici della medicina italiani. Sarà ospite del Premio Acqui Storia il Prof. Giorgio Cosmacini, docente di “Storia della Medicina” dell’Università Statale di Milano, nonché docente di “Storia della Scienza” dell’Università “Vita-Salute San Raffaele” di Milano. L’incontro si terrà in Acqui Terme giovedì 26 marzo alle ore 17,30 presso la sala conferenze di Palazzo Robellini, in piazza Levi 5. Nell’occasione il prof. Cosmacini presenterà il suo libro “La scomparsa del dottore – storia e cronaca di una estinzione”, edito da Raffaello Cortina Editore in Milano. L’incontro è promosso dal Premio Acqui Storia, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e dall’Istituto Nazionale dei Tributaristi, presieduto dal dott. Riccardo Alemanno. La figura di Giorgio Cosmacini è di tutto rilievo. Laureato in Medicina e Chirurgia ed in Filosofia, è stato per alcuni anni Primario radiologo presso l’Ospedale Maggiore – Policlinico di Milano. E’ attualmente considerato il più rilevante storico della Medicina italiano vivente.

Di grande spessore sono i suoi studi che ripercorrono il cammino nei secoli della Scienza e della Professione medica (in edizioni di Laterza e Raffaello Cortina). Emblematici della sua attività di medico e studioso sono i volumi “Lettera a un medico sulla cura degli uomini”(Laterza 2003), “Testamento biologico” (Il Mulino 2010), “Compassione” (Il Mulino 2012). Membro onorario di Comitati Scientifici e Società mediche, nonché collaboratore nelle pagine culturali del “Corriere della Sera”,dirige per l’editore Laterza la collana “Storia della Medicina e della Sanità”.

La meritoria immagine del “mio dottore”, nota a tante generazioni, è andata via via in dissolvenza, si è svuotata fino a lasciare di sé, soprattutto nelle persone più mature, soltanto un ricordo permeato di rimpianto. Oggi, “il dottore” non c’è più, ma quello che conta, nell’approccio che emerge dagli scritti di Cosmacini, al di là dell’elogio del passato, è il non rassegnarsi all’idea che i suoi pregi e principi debbano considerarsi un patrimonio irrimediabilmente perduto, pur nella crisi socio-economica attuale. In essa, i tagli al fabbisogno, la leva fiscale e le nuove imposte per la sicurezza sociale,l’imposizione di ticket unita al taglio dei posti-letto ed alla revisione dei budget, hanno imposto rilevanti mutamenti alla elargizione dei servizi sanitari. In questi,il medico, pur nella disponibilità di rilevanti innovazioni nelle cure, sembra manifestarsi in netta discontinuità col passato. La benemerita socializzazione della Medicina, infatti, si è ribaltata in una crescente medicalizzazione della Società. Da qui il paradosso di dover apportare “umanità” a comportamenti che umani dovrebbero essere per definizione, ma che tali non sono. Un medico dunque “impersonale” e lontano da quella figura che un tempo si era soliti definire come “il mio dottore”.

Introdurrà e modererà l’incontro Carlo Sburlati, Responsabile Esecutivo del Premio Acqui Storia. Il relatore sarà presentato dal dott. Giuseppe Gola, docente presso l’Università “Vita – Salute San Raffaele” di Milano.

 

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